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...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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Articoli

Pastoureau, Bestiari del Medioevo

collana:  i Saggi  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2012
pagine: XVI - 314
prezzo: € 35,00
ISBN: 978880606213619
a cura di:
traduzione di: Camilla Testi
argomento: fotografia
formato: rilegato con 120 illustrazioni a colori nel testo
per l'acquisto scegli tra:
  


 

Michel Pastoureau

Bestiari del Medioevo

 

«A differenza di quanto generalmente si creda, gli uomini del Medioevo sapevano osservare assai bene la fauna e la flora, ma non pensavano affatto che ciò avesse un rapporto con il sapere, né che potesse condurre alla verità. Quest'ultima non rientra nel campo della fisica, ma della metafisica: il reale è una cosa, il vero un'altra, diversa. Allo stesso modo, artisti e illustratori sarebbero stati perfettamente in grado di raffigurare gli animali in maniera realistica, eppure iniziarono a farlo solo al termine del Medioevo. Dal loro punto di vista, infatti, le rappresentazioni convenzionali - quelle che si vedono nei bestiari miniati - erano piú importanti e veritiere di quelle naturalistiche. Per la cultura medievale, preciso non significa vero. Del resto, cos'è una rappresentazione realistica se non una forma di rappresentazione convenzionale come tante altre? Non è radicalmente diversa né costituisce un progresso. Se non si cogliesse questo aspetto, non si capirebbe niente né dell'arte medievale né della storia delle immagini. Nell'immagine tutto è convenzione, compreso il "realismo"».
Michel Pastoureau, Bestiari del Medioevo

Gli unicorni non esistono; non moriremo inghiottiti da un ippopotamo; i serpenti non amoreggiano clandestinamente con le murene e un gatto, sia pure scorbutico, non per questo è un agente di Satana. Lo sappiamo tutti, con una certezza talmente «chiara e distinta» da considerare tutt'al piú con benevola indulgenza i testi medievali che sembrano addirittura descrivere queste assurdità sub specie scientiae. In effetti, si può fare: nulla impedisce di ammirare le splendide immagini di questo libro e di divertirsi - molto - con le stravaganti storie di animali che raccoglie. È un criterio esatto. Per l'appunto, avverte l'autore: solo che nel Medioevo esatto non coincide con vero, anzi. Il primo è un concetto superficiale, limitato, personale e di conseguenza impressionistico. Il secondo, una qualità da conquistare, sempre nascosta com'è «sotto il velame» di codici e simboli, che peraltro - grazie alla sapiente regia della Chiesa e degli intellettuali - vanno a costituire un lessico potente e condiviso, fatto di metafore narrative ma anche di colori e forme, cui la ripetizione costante garantisce, alla lunga, vasta diffusione e immediata comprensione da parte del pubblico.
Non va mai dimenticato, infatti, che dietro le «favolette» si stagliano grandi figure di uomini dottissimi, profondi e innamorati conoscitori non solo dei testi sacri ma anche, per quanto possibile, dei classici greco-latini. Attraverso la loro opera, questo sapere si conserva e si propaga: istruisce i predicatori, catechizza i fedeli, tende a mitigare i costumi, ma disquisisce anche di amor cortese e, addirittura, trasposto nell'araldica, può trovarsi alla base della costruzione di interi programmi politici. C'è davvero qualcosa di ingenuo, in questo?
E chissà che, chiudendo il libro, non ci scopriremo a pensare che gli unicorni non esistono solo perché non siamo addestrati a vederli.

 

Michel Pastoureau. Dopo aver lavorato al Cabinet des medailles della Bibliothèque National de France, dal 1982 Michel Pastoureau insegna storia della simbologia medievale all'École Pratique des Hautes études. Da ormai vent'anni collabora anche con L'École des Hautes études en Sciences sociales, dedicandosi alla storia simbolica delle società europee. Fra le sue opere tradotte in Italia, ricordiamo La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati (il melangolo, 1993); Blu. Storia di un colore (Ponte alle Grazie, 2002); Medioevo simbolico (Laterza, 2005); L'orso. Storia di un re decaduto (Einaudi, 2008); Nero. Storia di un colore (Ponte alle Grazie, 2008); Animali celebri. Mito e realtà (Giunti, 2010), I colori dei nostri ricordi. Diario cromatico lungo piú di mezzo secolo (Ponte alle Grazie, 2011) e Bestiari del Medioevo (Einaudi, 2012).

 

Recensioni

«Tra leone e orso sfida per il trono» di Marco Belpoliti, La Stampa 04/12/2012

«La realtà dell'unicorno» di Stefano Salis - il Sole 24 ore domenica 16/02/14


dello stesso autore nel catalogo Einaudi 
Bestiari del Medioevo
Michel Pastoureau

2012
Saggi
pp. XVI - 320
€ 35,00
ISBN 978880621361

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