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Ecco quello che non si dovrebbe mai cessare di essere: dei lettori, dei lettori puri, che leggono per leggere, che sanno leggere che, insomma, leggono e basta...

Charles Péguy

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Le edizioni Einaudi negli anni 1933-2018

collana: i Millenni
editore: Einaudi
data pubblicazione: 20/11/2018
pagine:  1704
prezzo: € 60,00
ISBN: 9788806239282
saggi di: Luca Bianco e Ambrogio Borsani
prefazione di: Ernesto Franco
traduzione di:
argomento: classici
illustrazioni:
formato: rilegato  in cofanetto con 4 inserti a colori
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Le edizioni Einaudi negli anni 1933-2018


Si può leggere un catalogo? Forse non è neppure da augurarsi un lettore capace di simile impresa. D'altra parte è vero, però, che gli elenchi hanno, da che esiste la scrittura, una loro magia. Giulio Einaudi considerava il catalogo storico della casa editrice la sua vera grande opera. Un elenco, certo, ma non sterile, come troppo banalmente si dice degli elenchi, bensí fecondo. Il catalogo è il futuro passato della casa editrice. È il luogo della memoria, ma una memoria intesa non come semplice archivio o malinconica nostalgia, bensí come fonte di idee vive per immaginare senza paure un futuro possibile. Sí, il catalogo, sia in senso industriale che culturale, è il futuro della casa editrice.

Si può leggere un catalogo? Forse non è neppure da augurarsi un lettore capace di simile impresa. D'altra parte è vero, però, che gli elenchi hanno, da che esiste la scrittura, una loro magia. Non sono l'indagine, ma la premessa dell'indagine, accostano tracce, mostrano sequenze, illuminano insistenze, non nascondono incongruenze. È da qui che il viaggio può iniziare. Giulio Einaudi considerava il catalogo storico della casa editrice la sua vera grande opera. Il giovane redattore appena assunto veniva incessantemente tormentato con domande sul catalogo e a ogni risposta incerta il commento era sempre: «Eh, non sai niente, non conosci il catalogo…» Non era solo uno dei tormentoni per cui l'editore è rimasto famoso, era il gesto del maestro all'opera. Cosí facendo, Giulio Einaudi mostrava al nuovo arrivato che cosa fosse in realtà il catalogo. Un elenco, certo, ma non sterile, come troppo banalmente si dice degli elenchi, bensí fecondo. Il catalogo è il futuro passato della casa editrice. È senz'altro il luogo in cui si trovano i valori che superano il tempo e quelli che sono sfumati nell'oblio delle epoche: essenziali entrambi per la macchina editoriale; ed essenziali i primi per la cultura in cui essa continua a durare. È il luogo della memoria, ma una memoria intesa non come semplice archivio o malinconica nostalgia, bensí come fonte di idee vive per immaginare senza paure un futuro possibile. Sí, il catalogo, sia in senso industriale che culturale, è il futuro della casa editrice.
dalla Nota breve di Ernesto Franco

Rilevata dalla rivista «La Cultura» nel 1934 e tratta dal Dialogo dell'imprese militari et amorose di Paolo Giovio (1559), l'immagine dello struzzo è diventata il marchio inconfondibile dell'Einaudi fin dai primi libri. Nel corso degli anni altre immagini di struzzo sono state impiegate, come quella ricavata da un disegno di Picasso del 1942 e quelle create ad hoc da Renato Guttuso (1946), Giacomo Manzú (1961) e Giulio Paolini (2000). Ora, in occasione di questo catalogo storico, un altro grande artista contemporaneo, Mimmo Paladino, ha realizzato una nuova serie di struzzi einaudiani originali. Un disegno si può ammirare stampato sul cofanetto; la serie completa è riprodotta in tavole fuori testo all'interno del volume. Il lavoro di Paladino ha saputo interpretare lo spirito della casa editrice, fra rispetto della tradizione, contemporaneità e proiezione nel futuro. Una delle opere è realizzata con un vero uovo di struzzo che sembra emergere da differenti strati geologici: sul guscio il disegno di uno struzzo rinnova la tradizione iconografica del marchio einaudiano. E dentro l'uovo, in gestazione, lo struzzo di domani. Altre generazioni lo vedranno, altri cataloghi lo testimonieranno...

 

Luca Bianco è nato a Torino nel 1968. Storico dell’arte e iconografo, oltre a saggi sui rapporti tra arte e letteratura in età rinascimentale e barocca, ha curato gli apparati illustrativi dei Millenni dedicati a Dionigi di Alicarnasso, Petrarca, Castiglione, Giovio, Eckermann, Stevenson, Šalamov, della Storia della Compagnia di San Paolo, della Storia del cinema mondiale e di altre grandi opere. Collabora con «L’indice dei libri del mese».

Ambrogio Borsani ha lavorato come direttore creativo in diverse agenzie pubblicitarie. Ha insegnato comunicazione all’Università Orientale di Napoli, alla Statale di Milano e all’Accademia di Brera. Bibliofilo, ha diretto per anni la rivista «Wuz». Curatore delle opere di Alda Merini, ha scritto romanzi, racconti, libri di viaggio e un’originale autobiografia intitolata Il morbo di Gutenberg. Avventure e sventure di uno schiavo della carta stampata (Liguori 2014).

 


 

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