...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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De Cataldo, Io sono il libanese

collana: Super ET
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2013
pagine: 136
prezzo: € 9,00
ISBN: 9788806216115
traduzione di: 
argomento: narrativa italiana
formato: brossura
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Giancarlo De Cataldo

Io sono il Libanese

 

Che te sei messo in testa, ’a Libano? De pensa’ in grande? Te voi inventa’ ’na banda? Ma nun è pane pe’ li denti tua… e poi, a pensare in grande c’è già il Terribile. Sì, certo, come no.
I romani non erano gruppo, non erano squadra, non erano niente di niente. E lui, che li voleva coesi, determinati, invincibili, lui era solo un sognatore.
Il Libanese si era sentito meschino, invisibile. Aveva vacillato. Pensava seriamente di cambiare vita. Trovarsi un lavoro, una donna.
Forse non era cosa per uno nato e cresciuto nei vicoli di Trastevere.
Forse davvero Roma non vuole un re perché non è piú regina di niente. È solo una vecchia cortigiana stanca, che succhia l’ultimo sangue ai suoi giovani figli e quando ne ha abbastanza li getta via.  Giancarlo De Cataldo, Io sono il Libanese

Sono passati dieci anni dalla prima edizione di Romanzo criminale, il capolavoro di De Cataldo ispirato alla storia vera – e tristemente nota – della banda della Magliana: nel frattempo, il romanzo è diventato prima un film, diretto da Michele Placido e interpretato da alcuni dei più grandi attori del nuovo cinema italiano (Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Elio Germano, solo per citarne alcuni), poi una serie cult, che ha incollato allo schermo milioni di telespettatori e ha ricevuto riconoscimenti dalla critica internazionale.

Oggi, i protagonisti di Romanzo criminale tornano in un romanzo breve dal ritmo trascinante, Io sono il Libanese, che dai primi anni Settanta accompagna i personaggi fino alla fine del decennio.
A dominare la scena, ancora una volta, è il leader della banda Pietro Proietti, detto il Libanese. È solo un ragazzo di strada quando lo incontriamo, ma ha già un sogno: diventare il Re della Roma criminale. Con lui ci sono i compagni di sempre, Dandi, Bufalo, Scrocchiazzeppi… E poi c’è Giada, ragazza di buona famiglia, con cui il Libanese è destinato a incontrarsi e scontrarsi, soprattutto a farsi del male.
Giancarlo De Cataldo torna al romanzo con uno dei suoi personaggi più memorabili, nel «capitolo zero» della storia criminale più famosa d’Italia.


Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto e vive a Roma. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); con Carlo Bonini, Suburra (2013). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Suoi racconti compaiono anche nelle antologie The Dark Side (2006) e Omissis (2007). Dopo la fortunata versione cinematografica di Michele Placido, tra il 2008 e il 2009 Sky ha mandato in onda una serie tv ispirata a Romanzo criminale.

 

 

dello stesso autore nel catalogo Einaudi

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