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Fondare le biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.
Marguerite Yourcenar
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Agata Tuszynska Wiera Gran L'accusata Come può una persona che ha passato metà della sua vita sul palcoscenico non accendere la luce in casa, voler vivere nella penombra? «A cosa serve una vita così lunga? Alla Liberazione non ho trovato la pace. Non mi hanno permesso di dimenticare. Non ne ho il diritto. Tutti hanno dimenticato e io non posso. Mi biasimano, mi seppelliscono viva, perchè so qualcosa che a loro fa paura. Io so». Nel 1941, Wiera Gran cantava al caffè Sztuka del ghetto di Varsavia, accompagnata al pianoforte da Wladyslaw Szpilman, il «pianista» del film di Polanski. Entrambi, contrariamente a quanto accadde alle loro famiglie e ai loro amici, sopravvissero alla guerra e all'Olocausto, ma i loro destini furono molto diversi. La bellissima interprete verrà accusata di collaborazionismo e bersagliata per anni da insinuazioni infamanti - alimentate anche dall'ostinato silenzio di Szpilman - che la condanneranno all'isolamento e la faranno scivolare nella pazzia. In esilio perpetuo e perennemente in viaggio da una città all'altra, Wiera Gran sceglierà alla fine di rinchiudersi in un appartamento buio nel cuore di Parigi, poche stanze polverose e disordinate, stipate di ricordi e foto di scena. E sarà proprio in questa «fortezza» che Agata Tuszynska - scrittrice e biografa polacca - si addentrerà per intervistare l'anziana cantante e ricostruire la sua esistenza, a partire da quel ricordo - verosimile? - di Szpilman vestito da poliziotto che trascina una donna verso il treno della deportazione... Il libro è arricchito da numerose immagini e fotografie raccolte dall'autrice dagli «archivi» di Wiera Gran, all'indomani della scomparsa della cantante. Agata Tuszynska, narratrice, poetessa, biografa, è nata a Varsavia nel 1957 ed è una delle personalità di spicco della letteratura polacca contemporanea. Insegna Giornalismo letterario all'Università di Cracovia. |
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