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Rulfo, Il gallo d'oro

Letture

2015, pp. XII - 82, € 14,00
ISBN 9788806181116

 

Prefazione di Ernesto Franco
Traduzione di Paolo Collo


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Juan Rulfo

Il gallo d'oro


Il povero e malconcio Dionisio Pinzón prende con sé un gallo moribondo dopo un combattimento. Il gallo, guarito per le sue cure e vincitore di molti combattimenti, gli cambia la vita e lo conduce fra le braccia della Caponera, affascinante cantante, donna allergica a mura domestiche. Il gallo d'oro e la Caponera sono due oggetti d'amore e anche due straordinari portafortuna che si passano il testimone nella vita di Dionisio, diventato via via molto ricco. Ma la vita degli uomini non sembra dissimile da quella dei galli da combattimento: si può vincere diversi incontri consecutivi ma prima o poi si perde. Tutto. Con questo racconto lungo, Rulfo ha concluso la sua opera letteraria, limitata in quantità ma fondamentale per qualità e per l'influenza che ha avuto su scrittori come Garcìa Márquez e Vargas Llosa.


Tutti i personaggi di El gallo de oro, a ben vedere, non sono uomini o donne alla ricerca di un proprio fare dentro la storia, ma figure del destino condannate a ripetere per l'eternità la propria parte. Forse è per questo che i luoghi dove si svolgono i fatti sono quasi sempre palcoscenici o simulacri di palcoscenico. Palcoscenici grandi come un paese o una città sono le fiere; palcoscenico sono le arene per i combattimenti dei galli o i tavolati più o meno improvvisati su cui canta La Caponera; palcoscenico, infine, è anche il tavolo del gioco d'azzardo su cui tutto si vince o tutto si perde. Senza un possibile senso ulteriore. dalla prefazione di Ernesto Franco

 

Juan Rulfo nasce a Sayula, in Messico, nel 1918, in una famiglia agiata. Quando ha cinque anni, i «cristeros», fazione cattolica che contestava le leggi anticlericali della rivoluzione, uccidono suo padre; quando ne ha nove, la madre muore per un attacco di cuore; il piccolo Juan cresce in un orfanotrofio di Guadalajara. Compiuti gli studi medi superiori, si trasferisce a Città del Messico e nel 1936 trova lavoro come funzionario statale all'Ufficio emigrazione. Nel 1944 fonda la rivista letteraria «Pan». Nel 1948 cambia impiego diventando rappresentante di pneumatici. Nel 1952 ottiene una borsa di studio della Fondazione Rockfeller che gli consente di dedicarsi per alcuni anni alla scrittura letteraria. L'anno seguente pubblica la raccolta di racconti El Llano en llamas. Nel 1955 pubblica Pedro Páramo. Nel 1963 è assunto all'Istituto nazionale per gli studi indigeni, di cui diventa poi direttore. A partire dagli anni Sessanta diventa uno degli scrittori-culto della letteratura ispano-americana. Muore a Città del Messico nel 1986. Dopo El Llano en llamas e Pedro Páramo non ha più pubblicato libri di narrativa, ma ha scritto diverse sceneggiature per il cinema. Di Juan Rulfo Einaudi ha pubblicato Pedro Páramo (L'Arcipelago, 2004 e Letture, 2014) e La pianura in fiamme (Letture, 2012).

 

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