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Francesco Petrarca

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Volponi, Il lanciatore di giavellotto


collana: Letture Einaudi  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2015
pagine: XX - 236
prezzo: € 20,00
ISBN: 9788806226619
prefazione di: Emanuele Zinato
traduzione di:
argomento: narrativa italiana
formato: brossura
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Paolo Volponi

Il lanciatore di giavellotto


Norma Coramboni è una delle donne più belle e affascinanti della letteratura italiana del Novecento. Di lei sono tutti innamorati (tranne forse il marito): il suocero che sublima l'attrazione per la nuora con l'arte delle sue splendide ceramiche, il gerarca-amante e soprattutto il figlio Damìn, adolescente asfissiato da un grumo di desiderio e di dolore che i successi nello sport non riescono a sciogliere, anche perché il responsabile della sua squadra di atletica è proprio l'amante della madre. L'educazione erotica e sentimentale del ragazzo, con il suo finale drammatico e spiazzante, è messa in scena con la scrittura più visiva e cinematografica che Volponi abbia mai elaborato. Così un romanzo apparentemente tradizionale è in realtà un libro modernissimo, anticipatore del gusto contemporaneo.

I due poli di maggior rilievo in questo romanzo sono il corpo e la storia: e ciò attenua lo spaesamento che può indurre nel lettore l'oscillazione di Volponi fra romanzi sperimentali e romanzi tradizionali. Il tema del corpo, infatti, in ogni testo volponiano resta sempre centrale e in costante tensione con i dati socioeconomici: il corpo di Albino Saluggia e i suoi «mali» nella fabbrica di Memoriale, il corpo-macchina del contadino Anteo Crocioni e le sue congetture utopiche in La macchina mondiale, il corpo schizoide di Gerolamo Aspri e le sue ansie di distruzione atomica in Corporale. Anche nel Lanciatore, il corpo e la storia entrano in dialogo e in conflitto: la disastrosa esperienza sentimentale di Damìn, il lavoro di artigiano ceramista del nonno, quello già precocemente votato ai consumi di massa del padre e la prima acculturazione mediatica del fascismo, interagiscono reciprocamente tra loro, come in un campo di forze. Dalla prefazione di Emanuele Zinato


Paolo Volponi è nato a Urbino il 6 febbraio 1924. A ventiquattro anni, laureato in legge, pubblica la sua prima raccolta di poesie, Il ramarro. Nel 1950 inizia il suo rapporto di lavoro con la Olivetti, via via più impegnativo fino ai massimi livelli dirigenziali, che si chiuderà soltanto agli albori degli anni Settanta. Nella primavera del '54 prende avvio l'amicizia con Pier Paolo Pasolini, da cui riceverà uno stimolo decisivo in direzione del romanzo. Nel '72 viene chiamato a Torino da Umberto Agnelli per uno studio sui rapporti fra città e fabbrica, e prende il via la sua collaborazione con la Fiat. Nell'83 viene eletto al Senato nel collegio della sua città: il suo impegno parlamentare si interromperà solo nel 1993, per ragioni di salute. Volponi muore il 23 agosto dell'anno successivo.
Einaudi ha pubblicato Corporale, La macchina mondiale (Premio Strega 1965), Poesie e poemetti 1946-66, Il lanciatore di giavellotto, Il sipario ducale, Con testo a fronte. Poesie e poemetti (Premio Mondello 1986) e inoltre, negli «Einaudi Tascabili»: Memoriale, Il pianeta irritabile, Le mosche del capitale, La strada per Roma (Premio Strega 1991) e Poesie. 1946 - 1994 (2001). Nella «Nue» sono stati pubblicati Romanzi e prose I (2002), Romanzi e prose II (2002) e Romanzi e prose III (2003).

 

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