...i libri che ti mancano per affiancarli ad altri nel tuo scaffale, i libri che ti ispirano una  curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile.

Italo Calvino

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Solzenicyn, Una giornata di Ivan Denisovic

collana: Letture Einaudi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 20/06/2017
pagine:  XXXVIII - 296
prezzo: € 20,00
ISBN: 9788806224332
a cura di:  Ornella Discacciati
traduzione di: Ornella Discacciati
argomento: narrativa straniera
formato: brossura
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Aleksandr Solzenicyn

Una giornata di Ivan Denisovic

La casa di Matrëna. Accadde alla stazione di Cocetovka


Nuova edizione integrale

Pubblicata nel 1962 sulla rivista «Novyj Mir» e l'anno successivo in volume (100 000 copie immediatamente esaurite), l'Ivan Denisovic è stata la prima opera a raccontare la vita nel Gulag, e a farlo dal punto di vista della grande letteratura russa, nel solco di Tolstoj e Dostoevskij ma usando una prosa ellittica e spigolosa, piena di espressioni di registro basso. Un capolavoro stilistico messo a fuoco da questa nuova traduzione, basata sull'edizione definitiva riveduta e corretta dall'autore. Le precedenti derivavano dalla prima edizione del racconto, frutto di compromessi tra l'autore e gli apparati di censura. Non meno importanti gli altri due racconti che Solzenicyn riuscì a pubblicare nella breve finestra degli anni del disgelo: La casa di Matrëna e Accadde alla stazione di Kocetovka, che da sempre si accompagnano all'Ivan Denisovic.

Le tre opere qui raccolte rivelano molto del rapporto, complicato, tra i russi e la loro terra. Una giornata di Ivan Denisovic si occupa della nostalgia per una terra espropriata nella collettivizzazione e dell'amore per il lavoro dei campi al quale il protagonista sostituisce il rispetto per una terra circoscritta da filo spinato, dove, nonostante tutto, mani callose e screpolate dal freddo cercano di costruire qualcosa di degno, che li riscatti dall'abbrutimento. Accadde alla stazione di Kocetovka affronta il dramma del patriottismo sovietico declinato in una toponomastica intesa come assiologia e usata per distinguere i buoni dai cattivi. La casa di Matrëna sposta invece l'attenzione del lettore sulle campagne: Solzenicyn abbandona i kolchoz per tornare al villaggio quale luogo deputato all'ambientazione delle vicende narrate. Da un certo punto di vista, come è stato detto, si tratta del «ritorno dall'Unione Sovietica alla Russia, dalla pianificazione del futuro alla nostalgia del passato». dalla prefazione di Ornella Discacciati

 

Aleksandr Solzenicyn (Kislovodsk 1918 - Mosca 2008), dopo la laurea in matematica, combatte nella seconda guerra mondiale. Liberato e riabilitato nel 1956, espulso dall'Urss nel 1974 dopo la pubblicazione di Arcipelago Gulag, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1976, ed è tornato in patria nel 1994, continuando a svolgere il suo ruolo di intransigente coscienza critica. Nel 1970 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Tra le sue opere nel catalogo Einaudi: La «questione russa» alla fine del secolo XX («Einaudi Contemporanea»), Ego e Per linee interne («I coralli» e «ET Scrittori») e il volume Una giornata di Ivan Denisovic. La casa di Matrjona. Alla stazione («ET Scrittori» e «Letture Einaudi»).

 

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