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Charles Péguy

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Nettel, Il corpo in cui sono nata

collana:  Coralli
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2014
pagine: 160
prezzo: € 17,00
ISBN: 9788806214708
a cura di:
traduzione di: Federica Niola
argomento: narrativa straniera
formato: brossura
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Guadalupe Nettel

Il corpo in cui sono nata

 

«Nettel è tra le scrittrici con il tocco letterario migliore nella narrativa messicana attuale: arriva al midollo senza rompere l'osso».

È sufficiente una piccola macchia bianca nell'occhio per sentirsi diversi dagli altri? Non esattamente. Ma la macchia può diventare il segno di una differenza piú grande; può rappresentare l'unicità di una storia personale, e del modo di raccontarla. Questa è la storia di una bambina cresciuta negli anni Settanta, una storia di amore libero, coppie aperte, comuni hippy, ma anche di nonne reazionarie, campetti di calcio, periferie pericolose e trilobiti dell'era paleozoica. E l'unicità è nell'occhio che vede il mondo, nello sguardo che descrive le cose: ironico, commovente, penetrante.

Guadalupe Nettel racconta la bambina che è diventata nascendo con un neo bianco sulla cornea. Nella Città del Messico degli anni Settanta subisce il disagio delle cure e assiste impotente alla disgregazione della famiglia, al crollo delle poche certezze che pensava di avere. Mentre aspetta l'operazione all'occhio, gioca a calcio e sale sugli alberi, guarda di nascosto e si costruisce il suo mondo, costretta ad arrendersi alle necessità di un corpo che cresce e sabota ogni conquista. Fino a quando deve lasciare anche l'ambiente progressista messicano di cui ha faticosamente preso le misure per trasferirsi nella periferia francese. Allora, per consolarsi con altre anomalie, ripensa a Gregor Samsa, ai trilobiti dell'era paleozoica, scrive racconti raccapriccianti e clamorosi, si ribella appena può, e sopravvive agli echi del Messico lontano, all'occhio di sempre e alle scoperte che ingoiano ingenuità e innocenza. Tutto prima che finisca l'attesa, prima di arrivare a raccontare in un romanzo, senza leziosità e senza lezioni, come in una seduta psicanalitica in cui le domande fluttuano senza risposte e spazzano la necessità della decenza, il percorso che l'ha portata ad abitare il corpo in cui è nata. Come un dovere che corona la battaglia, con uno sguardo che illumina di tragedia e di ironia i momenti lievi e le rivelazioni inconfessabili. Dando loro una forma. E, soprattutto, senza addomesticare la disperazione impotente dell'infanzia, meravigliosa solo nei luoghi comuni e nella memoria: il disagio dei bambini che si dibattono in uno spazio commovente di solitudine, oscuro e confuso, frustrante e prosaico, ma pieno di grazia. Federica Niola

 

Guadalupe Nettel è nata a Città del Messico nel 1973. È autrice di quattro raccolte di racconti tra cui Pétalos y otras historias incómodas (2008) e El matrimonio de los peces rojos (2013); e di un romanzo: El huésped (2006). Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali il premio franco-messicano Antonin Artaud (2008), il premio tedesco Anna Seghers (2009) e il Premio de narrativa breve Ribera del Duero (2013). Il corpo in cui sono nata (Einaudi 2014) è il suo primo libro tradotto in italiano.

Recensioni

 

della stessa autrice nel catalogo Einaudi 

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