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Frassineti, Misteri dei ministeri

collana: Letture Einaudi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 22/11/2022
pagine: XVI - 368
prezzo: € 21,00
ISBN: 9788806251819
a cura di: Andrea Gialloreto
prefazione a cura di: Paolo Mauri
traduzione di:
argomento: narrativa italiana
formato: brossura
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Augusto Frassineti

Misteri dei ministeri

 

Una sorta di trattato beffardo e paradossale della burocrazia italiana, con movenze kafkiane e un estro linguistico da scrittore di razza. Tutto ruota intorno a un misterioso manoscritto firmato da un fantomatico signor D.K. 55. Il manoscritto contiene materiali vari fra i quali una serie di documenti che testimoniano i soprusi del potere amministrativo nei confronti dei cittadini. Esposti e lagnanze rivolti alle autorità si alternano mescolate cronologicamente, cosí che i destinatari - un Ministro, il Presidente della Repubblica, il Re o il Duce - sembrano la stessa cosa in un tempo, il tempo della pubblica amministrazione, che non cambia mai. Al di là dell'originale struttura narrativa, il pregio del libro è il viaggio dentro la lingua italiana a piú livelli, dal burocratese perfettamente riprodotto alla parodia della scrittura saggistica, dall'italiano popolare al delirio surrealistico. Un classico della letteratura satirica che tanto piacque a Italo Calvino. Con un'appendice di carte inedite.

Chi dice che l’Italia manca d’una letteratura satirica? Ben possiamo dire che Misteri dei Ministeri è uno dei libri piú rappresentativi dei nostri anni, e che come oggetto della sua satira non sceglie certo un tema marginale o retrospettivo, ma prende di petto il nodo piú doloroso che impastoia la vita italiana, il male piú incancrenito da cui nessun cambiamento di regime o d’istituti è riuscito a liberarci: l’assurdità burocratica. […] Dalla prosa delle pratiche burocratiche questo libro fa scaturire un fuoco di fila d’aneddoti grotteschi, di paradossali contes philosophiques; ora assume la forma del trattato scientifico (sulle proprietà fisiche e sulle misteriose radiazioni alla Ministerialità) ed etnologico (sul culto della Potenza ministeriale coi suoi rituali e le sue formule propiziatorie); ora colleziona un prezioso florilegio da un genere letterario solitamente negletto dagli studiosi: il «ricorso», l’«esposto», il «pro-memoria» all’autorità competente; per culminare nell’enunciazione d’una vera e propria Utopia, quella dell’«Amministrazione all’aperto». […] Lo sguardo dei satirici senza illusioni, da Swift a Ionesco, non conosce compassione: solo cosí può pretendere di andare fino in fondo. dal risvolto di Italo Calvino (1973)

 

Augusto Frassineti nasce a Faenza nel 1911. Negli anni Trenta frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Bologna, dove segue con entusiasmo le lezioni di Roberto Longhi. Antifascista, si lega al movimento clandestino «Giustizia e Libertà». Durante la guerra viene fatto prigioniero in Sicilia e passa in vari campi di concentramento: in Algeria, Tunisia e Marocco. Verso la fine del conflitto partecipa alla Resistenza collaborando con le truppe degli Alleati. Nell'immediato dopoguerra si stabilisce a Roma per lavorare nel ministero dell'Assistenza Postbellica, dopo la soppressione del quale viene trasferito ad altro ministero e declassato. Nel 1952 pubblica da Guanda Misteri dei Ministeri, che poi avrà una successiva edizione da Longanesi nel 1959 e infine l'edizione definitiva, fortemente voluta da Calvino, da Einaudi nel 1973. Tra gli altri suoi libri, le raccolte di racconti L'unghia dell'asino (Garzanti 1961), Un capitano a riposo (Feltrinelli 1963) e Tre bestemmie uguali e distinte (Feltrinelli 1969). Ha tradotto Gargantua e Pantagruele di Rabelais, Il nipote di Rameau di Diderot e altri classici francesi. Ha collaborato al «Caffè» di Giambattista Vicari dalla fondazione alla chiusura (1953-1977). Muore a Roma nel 1985.

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