...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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Adichie, Appunti sul dolore

collana: Frontiere Einaudi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 21/09/2021
pagine: 88
prezzo: € 14,00
ISBN: 978880625074
a cura di:
traduzione di: Susanna Basso
argomento:
formato: brossura
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Chimamanda Ngozi Adichie

Appunti sul dolore


La morte improvvisa dell’amatissimo padre nel giugno 2020, in piena pandemia, getta Chimamanda Ngozi Adichie in uno stato di rabbiosa prostrazione. Le consuete parole della consolazione la irritano, il formalismo dei riti la esaspera, il dolore la dilania. Ma i suoi pensieri e le sue sensazioni, l’analisi dei diversi modi di affrontare il lutto, quello nigeriano e quello occidentale, diventano occasione per una lucida e penetrante meditazione sulle cose ultime, oltre che un canto d’amore per colui che per primo le ha insegnato a non temere il giudizio degli uomini.

Cosa significa morire in tempo di pandemia? Può significare che la notizia, addirittura l’immagine di un padre senza vita, arrivi tramite una call su Zoom; se si vive in continenti diversi e il lockdown inchioda il mondo intero alla propria abitazione, può significare anche attendere spasmodicamente la riapertura degli aeroporti per poter raggiungere la città natia e celebrare finalmente l’indispensabile rito del funerale. La Chimamanda che apprende della morte improvvisa del padre per una malattia silente è la bambina inconsolabile del suo amatissimo papà, ma è anche la donna che vive a cavallo di due mondi, con le loro enormi differenze nell’avvicinare le fasi piú salienti dell’esistenza umana; è la scrittrice che medita sul senso dei rituali; è la femminista che vorrebbe sottrarre la madre a quelli piú umilianti, ma al contempo si rende conto del loro potere catartico. Il lutto è violento e fisico, è un ladro che strappa via i ricordi lasciando paura e furia. Eppure porta con sé un monito che in qualche modo spinge avanti: «Una voce nuova si fa strada nella mia scrittura, carica della vicinanza che avverto con la morte, della consapevolezza capillare e acutissima della mia stessa caducità. Un’urgenza nuova. Un senso di incombente precarietà. Devo scrivere tutto adesso, perché chissà quanto tempo mi resta».

 

Chimamanda Ngozi Adichie è nata nel 1977 in Nigeria e vive negli Stati Uniti. È autrice dei romanzi L'ibisco viola (Commonwealth Writers' Prize for Best First Book 2005), Metà di un sole giallo (Orange Broadband Prize 2007, Premio internazionale Nonino 2009 e «Winner of Winners» 2020) e Americanah (National Book Critics Circle Award 2013 e finalista al Baileys Women's Prize for Fiction 2014), della raccolta di racconti Quella cosa intorno al collo, dei pamphlet Dovremmo essere tutti femministi, Il pericolo di un'unica storia e Cara Ijeawele. Quindici consigli per crescere una bambina femminista e di Appunti sul dolore, una lucida meditazione sulle cose ultime, dopo la morte improvvisa del padre, in piena pandemia. «Time» l'ha inclusa nell'elenco delle 100 persone piú influenti al mondo nel 2015. Adichie, che è stata definita «la Chinua Achebe del XXI secolo» e le cui opere sono tradotte in piú di trenta lingue, e in Italia tutte da Einaudi, è inoltre impegnata nella promozione di giovani autori e ha fondato in Nigeria un Writers' Workshop annuale frequentato da scrittori provenienti da tutto il mondo.

della stessa autrice nel catalogo Einaudi

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