Ecco quello che non si dovrebbe mai cessare di essere: dei lettori, dei lettori puri, che leggono per leggere, che sanno leggere che, insomma, leggono e basta...

Charles Péguy

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De Simone, L’oca d’oro

collana: Collezione di teatro 
editore: Einaudi
data pubblicazione: 05/03/2019
pagine:  V - 144
prezzo: € 12,50
ISBN: 9788806240493
a cura di:
traduzione di:
argomento: Teatro
formato: brossura
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Roberto De Simone,

L’oca d’oro

Commedia dell'Arte e Mistero in due parti

 

Il testamento di un teatro che non è piú, ma che rivive ancora una volta in tutto il suo splendore.

Tutto ha inizio con un prete, un medico e alcuni commedianti al capezzale del loro capocomico moribondo. Frasi di circostanza, un po’ di impazienza per l’agonia troppo lunga. Poi, proprio quando il polso sembra fermarsi, il moribondo riesce faticosamente a parlare. Rimprovera gli attori, li dispone in modo che non lo «impallino», gli spiega che quando lui dice «non piangete!» loro devono piangere piú forte, fa ingrandire il suo nome al centro del manifesto che annuncia la sua morte come fosse una locandina, e infine muore davvero invocando, con le ultime parole, l’applauso. Con questa scena spassosa, parodia dell’Attore di ogni tempo, inizia L’oca d’oro, una vera e propria summa del teatro secondo De Simone. Dalla commedia dell’arte a Molière, da Shakespeare a Goethe, da Pirandello a Brecht, da Scarpetta a Totò, le scene comiche che si susseguono sono invenzioni che evocano una tradizione colta e popolare, lingue e dialetti diversi, canzoni e madrigali riscritti con la consueta e affascinante filologia creativa di De Simone.

 

Roberto De Simone (Napoli 1933), musicista, compositore, regista, autore teatrale, accademico di Santa Cecilia. Ha diretto il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella. Per Einaudi ha pubblicato i volumi: La gatta Cenerentola (1977), Il presepe popolare napoletano (1998 e 2004), Il convitato di pietra (1998), L'opera buffa del giovedì santo (1999), La Cantata dei pastori (2000), Prolegomeni al Socrate immaginario (2005), Novelle K 666. Fra Mozart e Napoli (2006) e Cinque voci per Gesualdo (2013). Ha inoltre curato nei «Millenni» le Fiabe campane e Il Cunto de li Cunti di Giambattista Basile.

 

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