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…i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità permanente.

Francesco Petrarca

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Tuszynska, Wiera Gran

collana: Frontiere  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2012
pagine: 336

prezzo: € 20,00

ISBN: 9788806209704
a cura di: 
traduzione di: Margherita Botto
argomento:
formato: rilegato
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Agata Tuszynska 

Wiera Gran

L'accusata


Come può una persona che ha passato metà della sua vita sul palcoscenico non accendere la luce in casa, voler vivere nella penombra?
– È per colpa loro, sono loro. Mi hanno installato questo impianto, e ho dovuto eliminare tutte le lampade. È arrivato il buio, ho dovuto abituarmi. La loro luce è di tutt’altra potenza. È speciale, per intercettare e filmare. Non si può stare di continuo sotto i riflettori di un set, capisce?
Agata Tuszynska, Wiera Gran

«A cosa serve una vita così lunga? Alla Liberazione non ho trovato la pace. Non mi hanno permesso di dimenticare. Non ne ho il diritto. Tutti hanno dimenticato e io non posso. Mi biasimano, mi seppelliscono viva, perchè so qualcosa che a loro fa paura. Io so». Nel 1941, Wiera Gran cantava al caffè Sztuka del ghetto di Varsavia, accompagnata al pianoforte da Wladyslaw Szpilman, il «pianista» del film di Polanski. Entrambi, contrariamente a quanto accadde alle loro famiglie e ai loro amici, sopravvissero alla guerra e all'Olocausto, ma i loro destini furono molto diversi. La bellissima interprete verrà accusata di collaborazionismo e bersagliata per anni da insinuazioni infamanti - alimentate anche dall'ostinato silenzio di Szpilman - che la condanneranno all'isolamento e la faranno scivolare nella pazzia. In esilio perpetuo e perennemente in viaggio da una città all'altra, Wiera Gran sceglierà alla fine di rinchiudersi in un appartamento buio nel cuore di Parigi, poche stanze polverose e disordinate, stipate di ricordi e foto di scena. E sarà proprio in questa «fortezza» che Agata Tuszynska - scrittrice e biografa polacca - si addentrerà per intervistare l'anziana cantante e ricostruire la sua esistenza, a partire da quel ricordo - verosimile? - di Szpilman vestito da poliziotto che trascina una donna verso il treno della deportazione...
Una riflessione sulla colpa e sul valore della memoria, raccontata attraverso la vita di un personaggio tragico e indimenticabile.

Il libro è arricchito da numerose immagini e fotografie raccolte dall'autrice dagli «archivi» di Wiera Gran, all'indomani della scomparsa della cantante.


Agata Tuszynska, narratrice, poetessa, biografa, è nata a Varsavia nel 1957 ed è una delle personalità di spicco della letteratura polacca contemporanea. Insegna Giornalismo letterario all'Università di Cracovia.

     

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