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Chapoutot, La legge del sangue

collana: La Biblioteca
editore: Einaudi
data pubblicazione: 07/06/2016
pagine: 472
prezzo: € 32,00
ISBN: 9788806227128
a cura di:
traduzione di: Valeria Zini
argomento: storia
formato: rilegato
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Johann Chapoutot

La legge del sangue

Pensare e agire da nazisti

 

I fondamenti, le forme, i modi di funzionamento del credo nazista come prodotto avvelenato di tutta la cultura e società tedesca. Una cartografia integrale dei saperi e delle credenze che fecero da architrave alla politica dello sterminio.

Sono stati scritti migliaia di libri - riflessioni teologico-religiose, indagini storiche, interrogazioni filosofiche, analisi psicopatologiche - eppure, per molti aspetti, l'enigma del nazismo resiste alla gran parte degli sguardi che su di esso vengono gettati. Possediamo descrizioni minuziose della nefasta impresa di «governo biopolitico» allestita dal nazismo; ma continuiamo a non capire come un'intera società poté essere coinvolta, indotta ad agire, a essere complice o docile testimone dell'orrore. Il libro di Chapoutot tenta di risolvere tale enigma rendendo visibile qualcosa che fino a oggi era stato solo sfiorato, come se si trattasse di qualcosa di secondario e accessorio. Lo fa analizzando la formazione, i fondamenti e i modi di funzionamento del «discorso» nazista. L'autore esamina una messe impressionante di libri, articoli, documenti, anche iconografici e filmici, prodotti nell'arco di circa mezzo secolo in Germania da filosofi, giuristi, medici, antropologi, biologi, storici, etnologi, studiosi delle razze, chimici, e persino botanici o zoologi, cosí come registi o giornalisti. L'analisi dell'insieme della «cultura » nazista mostra come in essa tutto converga verso un focus fondamentale: la «legge del sangue». Un brusio interminabile, durato decenni, che diventa rumore sordo e inquietante, per trasformarsi alla fine nell'urlo agghiacciante e mostruoso che ha accompagnato il graduale insediamento e poi l'entrata a regime del nazismo. Una legge che diceva una sola cosa: occorre ritornare alle leggi fondamentali della natura, prima fra tutte quella del sangue, che prescrive la rigenerazione della razza attraverso politiche d'intervento sulla procreazione, la salute e la conservazione del «sangue tedesco», liberandolo da tutti i possibili agenti di contaminazione, al fine di rendere capace la pura razza ariana di combattere i nemici, di affermare la propria egemonia e di regnare sul mondo. Sulla base di questa ipotesi, Chapoutot dà vita a una sorta di cartografia integrale - la prima mai predisposta - dei discorsi, saperi e credenze che lentamente ma in modo inesorabile resero possibile e dotarono di significato il terrore, i crimini e le pratiche di sterminio che furono l'architrave della politica nazista.

 

Johann Chapoutot insegna all'Università Paris-III Sorbonne nouvelle ed è membro dell'Institut universitaire de France. Tra i suoi lavori ricordiamo Le meurtre de Weimar (Presses Universitaires de France, 2010), Le nazisme et l'Antiquité (Presses Universitaires de France, 2012), La loi du sang. Penser et agir en nazi (Gallimard, 2014). Per Einaudi ha pubblicato Controllare e distruggere (2015) e La legge del sangue (2016).

 

 

Recensioni

  recensione di Ezio Mauro "La Repubblica"


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