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Ecco quello che non si dovrebbe mai cessare di essere: dei lettori, dei lettori puri, che leggono per leggere, che sanno leggere che, insomma, leggono e basta...

Charles Péguy

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I verbali del mercoledì

 

 
Riunioni editoriali1943-1952
collana:  Fuori collana
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2011
pagine: LXVIII - 536
prezzo: € 40,00
ISBN: 9788806199999
a cura di: Tommaso Munari
prefazione di: Luisa Mangoni
argomento:
formato: rilegato
per l'acquisto scegli tra:

  

 Riunioni editoriali 1953-1963

collana:  Fuori collana
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2013
pagine: XXXII - 904
prezzo: € 50,00
ISBN: 9788806215125
a cura di: Tommaso Munari
argomento:
formato: rilegato
per l'acquisto scegli tra:
  
 

I verbali del mercoledì

Riunioni editoriali Einaudi 1943-1952


Giulio Einaudi, Felice Balbo, Norberto Bobbio, Giulio Bollati, Paolo Boringhieri, Italo Calvino, Delio Cantimori, Luciano Foà, Ludovico Geymonat, Natalia Ginzburg, Antonio Giolitti, Massimo Mila, Carlo Muscetta, Cesare Pavese, Renato Solmi, Franco Venturi, Elio Vittorini...

Quando ormai anche le stagioni sembrano aver perso la loro naturale cadenza, a ritmare il passaggio del tempo, sopravvivono, implacabili e a regolari intervalli, le polemiche sulla casa editrice Einaudi.
L'occasione può variare. Si tratti di Delio Cantimori consulente della casa editrice; dell'iniziale rifiuto di Se questo è un uomo di Primo Levi; di Renato Poggioli collaboratore non difeso dagli attacchi di parte comunista; di Pavese e del suo Taccuino; della soggezione nei riguardi del Pci; dei modi con cui venne acquisita alla sinistra una egemonia sulla cultura italiana; fin della personalità e «megalomania» di Giulio Einaudi: quello che in ogni caso si può dire è che ciò che l'Einaudi fu, continua ad essere un tarlo di cui uomini e organismi culturali, spesso di minor rilievo, non riescono a liberarsi. La domanda sottintesa è sempre la stessa: perché? e, come?
La pubblicazione di questi verbali, curati con attenzione e competenza da Tommaso Munari, non potrà dare una risposta esauriente, ma vuole almeno essere un invito alla riflessione su quel «metodo Einaudi» che le riunioni del mercoledì contribuirono non poco, da un certo momento in poi, a caratterizzare. Come al solito, i documenti si propongono di far luce sui fatti e di disintossicare l'atmosfera; come sempre, i documenti vengono incontro solo in parte, e a volte in parte ridotta, alle discordanti aspettative in essi riposte.
(Dalla prefazione di Luisa Mangoni)

«Questi verbali escono a ridosso del centenario di Giulio Einaudi, nato il 2 gennaio del 1912. Non sono un monumento, ma la documentazione talvolta impervia, comunque sempre affascinante di un grande lavoro collettivo che aveva per copo libri e cultura. In altri termini civiltà: quella civiltà che cominciava dall'eleganza delle copertine. Sarebbe bello portare questi Verbali a Dogliani, dove l'editore è sepolto sotto una lapide su cui sta scritto soltanto "Giulio"». Paolo Mauri, «la Repubblica»

 

I verbali del mercoledì. 1953-1963

Giulio Einaudi, Franco Antonicelli, Giulio Carlo Argan, Felice Balbo, Luca Baranelli, Norberto Bobbio, Giulio Bollati, Paolo Boringhieri, Italo Calvino, Delio Cantimori, Sergio Caprioglio, Cesare Cases, Enrico Castelnuovo, Luciano Codignola, Guido Davico Bonino, Ernesto de Martino, Luciano Foà, Bruno Fonzi, Franco Fortini, Delia Frigessi, Carlo Fruttero, Natalia Ginzburg, Carlo Levi, Franco Lucentini, Giorgio Migliardi, Massimo Mila, Carlo Muscetta, Raniero Panzieri, Daniele Ponchiroli, Gian Carlo Roscioni, Paolo Serini, Renato Solmi, Vittorio Strada, Franco Venturi, Elio Vittorini, Corrado Vivanti...

Il decennio che abbraccia questo secondo volume dei Verbali del mercoledì segna la definitiva trasformazione dell'Einaudi da azienda a carattere artigianale e "familiare" in un'impresa economico-finanziaria strutturata e complessa. Presentando ai lettori il Catalogo generale delle edizioni Einaudi nel dicembre del 1955, Giulio Einaudi riannodava i fili di una storia ormai ventennale che aveva visto una piccola «Casa legata da affetti» diventare «un'impresa d'interesse nazionale al servizio della cultura italiana». Una formula altisonante per descrivere quello che era stato prima di tutto un cambiamento di natura giuridica e finanziaria: il 29 ottobre 1954 la ditta individuale Giulio Einaudi editore si trasformava in una società per azioni e lanciava una campagna di sottoscrizione azionaria aperta ad autori, collaboratori e lettori. Un'operazione finanziaria unica nel suo genere che garantiva al tempo stesso l'immissione di nuovi capitali e il mantenimento dell'autonomia editoriale. Di questo progressivo adeguamento della struttura e della politica dell'Einaudi alle nuove istanze dell'industria culturale, i verbali del mercoledì non offrono in apparenza che un'immagine parziale o indiretta. Ma a ben guardare, nell'avvicendarsi di redattori e consulenti, nel prevalere di alcune voci o proposte, nei cambiamenti dei rapporti di forza, nei dibattiti e perfino nei silenzi che i verbali registrano, si possono cogliere non solo i riflessi dei mutamenti passati o in atto, ma anche gli indizi di percorsi e direzioni future.

 

Recensioni

«Einaudi, nei verbali segreti il tormento dell’ideologia» - di Paolo Di Stefano, Corriere della Sera 16/11/2011

«Einaudi i mercoledì da leoni» - di Bruno Ventavoli, La Stampa 16/11/2011

«Così l' Einaudi dettava la linea» di Paolo Mauri, la Repubblica 16/11/2011

«Le riunioni a Casa Einaudi» di Oreste Pivetta - L'Unità 06/01/14


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