Avviso

Euripide, Elena - Fondazione Valla

collana: Fondazione Valla
editore:  Mondadori
data pubblicazione: 01/06/2021
pagine: 496
prezzo: € 50,00
ISBN:  9788804738039
a cura di: Barbara Castiglioni
introduzione di:
traduzione di:
argomento:
formato: rilegato - testo greco a fronte
per l'acquisto scegli tra:
      
ACQUISTA
 

Euripide

Elena

 

Elena non è mai stata a Troia. Non è lei che i vecchi della città hanno contemplato sulle mura. Non è lei che Telemaco ha ammirato nel suo palazzo di Sparta. La dea Era a Paride non diede che un fantasma, un’immagine fatta con l’aria del cielo, che pure respirava: copia identica, doppio preciso, di Elena. L’Elena di carne e d’ossa, invece, la prese Ermes e la portò in Egitto, nella casa del casto Proteo, perché il letto di Menelao non venisse violato. Il primo scontro tra Occidente e Oriente, la guerra di Troia, fu combattuta soltanto per un’illusione. Zeus voleva semplicemente alleviare la madre terra dell’eccessiva massa di esseri umani che l’appesantiva e dare fama al più forte degli eroi, Achille.

Questo è il nucleo fantastico dell’Elena di Euripide, al quale si aggiunge tutta una serie di motivi non proprio secondari: perché nel suo lungo nostos da Troia verso Sparta, Menelao, che con sé conduce il «fantasma» riconquistato, approda in Egitto e si trova davanti a un’«altra», una «nuova», la «vera» Elena, che subito lo riconosce e pronuncia parole sublimi: «È divino riconoscere quelli che amiamo». Urge organizzarne la fuga dall’Egitto, inventando una scusa per beffare il re Teoclimeno – che desidera farla sua sposa – con l’aiuto della sorella di lui Teonoe («mente divina») e il favore degli dèi. Ma il Coro, in un brano dall’intenso lirismo e dalla notevole profondità filosofico-teologica, si domanda: «Che cos’è, poi, un dio, cosa non lo è, e cosa c’è nel mezzo? / Quale uomo dopo una lunga ricerca / potrà dire di aver scorto il limite estremo / vedendo le opere degli dèi / andare in una direzione e poi in un’altra, / e poi piegarsi ancora in esiti contraddittori e insperati?».

L’Elena non prospetta alcuna certezza. Barbara Castiglioni, che nell’Introduzione offre una bella ricostruzione dei modelli antichi di Elena ed elabora un eccellente Commento, riassume così: «una dolente lucidità insidia l’atmosfera di forzosa illusione che pervade il dramma, e l’angoscia e la disperazione emergono dall’esplosione di leggerezza esotica e sotto il velo di brillantezza della trama. Proprio come un’ombra, un’impressione di vanità ricopre ogni istante della tragedia».


Euripide (Salamina, 485 a.C. – Pella, 406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico. È considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci.

Condividi questo articolo su...