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Armiero, Le montagne della patria

collana: Einaudi Storia  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2013
pagine:  XXIV - 262
prezzo: € 28,00
ISBN: 9788806215217
a cura di:
traduzione di:
argomento: storia
formato: rilegato
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Marco Armiero

Le montagne della patria

Natura e nazione nella storia d'Italia Secoli XIX e XX

 

Il ruolo chiave delle montagne nella storia d'Italia. Da fra' Dolcino ai NO TAV, dal ruralismo fascista ai partigiani, una riflessione originale sul rapporto tra storia e natura.

Nonostante la montagna in Italia goda di una centralità geografica (con il 35 per cento del territorio, a cui si somma il 42 della collina), essa è rimasta marginale nella storia e nella memoria del Paese. Eppure, a partire dall'unificazione del 1861, i regimi statali hanno nazionalizzato le montagne «ridefinendo i confini tra selvatico e addomesticato, razionale e irrazionale, bello e brutto» e ne hanno fatto non solo una risorsa, ma anche un simbolo delle conquiste del nostro Paese. Dai campi di battaglia della Prima guerra mondiale alla contraddittoria politica di rimboschimento del regime fascista, compressa tra repressione e celebrazione dei montanari; dalle proteste dei No tav in Val di Susa alla modernizzazione idroelettrica che, cinquant'anni fa, portò alla «strage annunciata» del Vajont: il libro di Marco Armiero ci restituisce - con la prosa di un romanzo - una storia di appropriazione e resistenza, di modernizzazione e marginalità, troppo spesso cancellata dalle narrazioni ufficiali. «Se il mio libro fosse riuscito almeno un po' a contribuire a questa memoria resistente, allora sarebbe per me un buon risultato».

Questo libro esplora le relazioni tra l'identità italiana e le montagne. Dall'unificazione del 1861 i diversi regimi statali hanno trasformato le montagne in simboli nazionali e in una risorsa da sfruttare. La nazionalizzazione delle montagne italiane è una storia di conquiste militari e di resistenza, di trasformazione sociale ed ecologica, di risorse espropriate e di imposizioni simboliche. Le montagne raccontate in questo libro sono state modellate dalle parole e dalle bombe, dalle retoriche della modernizzazione e dalle tonnellate di calcestruzzo che hanno dato corpo a quelle retoriche sotto forma di dighe, strade e ferrovie.
La Prima guerra mondiale ha trasformato in modo permanente i paesaggi montuosi e le popolazioni, nazionalizzando entrambi. Quando il fascismo giunse al potere, il processo di politicizzazione delle montagne raggiunse il suo culmine. Il regime sfruttò le montagne sia retoricamente sia materialmente, da un lato celebrando il ruralismo e le popolazioni contadine, dall'altro offrendo le risorse montane alle grandi società idroelettriche. Il libro si conclude con due storie esemplari relative alle montagne e al loro posto nella recente storia italiana: la Resistenza, che trovò nelle montagne il proprio rifugio d'elezione, e il disastro del Vajont (1963), che uccise duemila persone e rappresentò il tragico epilogo della modernizzazione idroelettrica delle Alpi.

 

Marco Armiero è uno storico dell'ambiente,direttore dell'Environmental Humanities Lab del Royal Institute of Technology a Stoccolma. Ha svolto attività di ricerca presso la Yale University, la University of California at Berkeley e la Stanford University. È stato Marie Curie fellow presso la Universitá Autonoma di Barcellona e visiting researcher al Centro di Studi Sociali dell'Università di Coimbra. In Italia è primo ricercatore presso l'Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del CNR. Ha pubblicato, tra l'altro, Storia dell'ambiente. Una introduzione (con S. Barca, 2000); ha curato Views from the South. Environmental histories from the Mediterranean World (2006) e Nature and History in Modern Italy (con M. Hall, 2010). Nel 2013 ha pubblicato, per Einaudi, Le montagne della patria. Natura e nazione nella storia d'Italia. Secoli XIX e XX.

 

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