Fondare le biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.

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La natura del duce

collana: Einaudi Storia
editore: Einaudi
data pubblicazione: 12/04/2022
pagine: XXVI - 200
prezzo: € 24,00
ISBN: 99788806225049
a cura di:
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formato: rilegato
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Marco Armiero

Roberta Biasillo

Wilko Graf von Hardenberg

La natura del duce

Una storia ambientale del fascismo

 

Tra leonesse addomesticate e bonifiche integrali, paesaggi coloniali e autarchia, parchi e monumenti, finalmente un libro che racconta come il fascismo ha immaginato, usato e trasformato la natura.

La natura del duce esplora le ecologie politiche fasciste, ovvero le pratiche e le narrative attraverso cui il regime ha costruito ecologie, tanto immaginarie quanto materiali, funzionali al suo progetto politico. Il libro non insegue dunque il fantasma di un Mussolini verde, magari contando quanti parchi nazionali siano stati creati durante il regime o quanti alberi piantumati. Diversamente da quanto affermato dalla storiografia internazionale, gli autori non credono che il fascismo si sia disinteressato della natura; piuttosto ne ha fatto un uso attento, tuttavia lontano da idee di cura e conservazione dell’ambiente. Il libro muove da un’analisi della figura di Mussolini e del suo rapporto con la natura per spaziare su alcuni aspetti cruciali della trasformazione fascista dell’ambiente. Dalla bonifica alla battaglia del grano, dall’autarchia alle politiche di tutela, dalle ecologie coloniali fasciste all’eredità del regime nel paesaggio contemporaneo, La natura del duce guida chi legge in un viaggio nel tempo e nello spazio, rivelando come sia possibile interrogare passaggi e paesaggi della nostra storia attraverso nuove domande e chiavi di lettura.

Gli autori di questo libro non considerano l’ambientalismo una categoria metastorica, sempre uguale nel tempo, come se esistesse da qualche parte il decalogo immutabile del bravo ecologista, in base al quale misurare quanto verde sia stato un dato regime o personaggio storico. Non essendo interessati a dare o ritirare patenti di ecologismo, hanno preferito lavorare sulle ecologie politiche del fascismo, ovvero sulle pratiche e le narrative attraverso cui il regime ha costruito delle nature, tanto immaginarie quanto materiali, funzionali al suo progetto politico. Ecologico non implica un approccio ecologista e non coincide con una “buona” gestione dell’ambiente. Agli autori non interessa capire quanti ettari di territorio fossero riservati a parco o quanti alberi siano stati piantati durante il ventennio. Piuttosto, il libro vuole indagare come il regime abbia prodotto delle formazioni socioecologiche, ovvero degli ecosistemi fatti di narrative e piante, di memorie e orsi, di leoni addomesticati e popolazioni selvagge da assoggettare. Gli autori non credono che il fascismo si disinteressasse della natura; ma l’alternativa al disinteresse non è, come qualcuno sembra intendere, una cura attenta della natura. Questo libro non riduce la storia ambientale del fascismo alla sola storia della tutela della natura durante il regime. È piuttosto una storia dell’ecologia politica fascista che ci ricorda, una volta di piú, che l’ambiente e la società, la natura e la politica sono sempre intrecciate. Anche quando non ce ne accorgiamo.

 

Marco Armiero è dirigente di ricerca presso l'Istituto di Studi sul Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e direttore dell'Environmental Humanities Laboratory del KTH di Stoccolma. Ha svolto attività di ricerca presso la Yale University, la University of California, Berkeley, e la Stanford University. È stato Marie Curie fellow presso la Università Autonoma di Barcellona e Visiting Researcher al Centro di Studi Sociali dell'Università di Coimbra. È stato nominato Barron Visiting Professor di environmental humanities presso la Princeton University. Per Einaudi ha pubblicato Le montagne della patria. Natura e nazione nella storia d'Italia. Secoli XIX e XX (2013), L'era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale (2021) e, con Roberta Biasillo e Wilko Graf von Hardenberg, La natura del duce. Una storia ambientale del fascismo (2022). Dal 2019 è il presidente della European Society for Environmental History.

Roberta Biasillo è una storica dell'ambiente e docente di storia politica presso l'Università di Utrecht, nei Paesi Bassi. Ha svolto attività di ricerca postdottorato presso il Rachel Carson Center di Monaco di Baviera, il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma e lo European University Institute di Firenze. I suoi interessi di ricerca si concentrano sul legame tra costruzione statuale e ambienti marginali nell'Italia liberale e sulla storia ambientale del colonialismo italiano, in particolare della Libia fascista. Per Einaudi ha pubblicato, con Marco Armiero e Wilko Graf von Hardenberg, La natura del duce. Una storia ambientale del fascismo (2022).

Wilko Graf von Hardenberg è ricercatore in storia dell'ambiente e della scienza presso la Humboldt Universität di Berlino. È stato professore presso la stessa università e la University of Wisconsin- Madison e Senior Research Scholar presso il Max-Planck-Institut für Wissenschaftsgeschichte, sempre a Berlino. Ha lavorato nel campo delle digital humanities al Rachel Carson Center di Monaco di Baviera e come postdoc presso l'Università di Trento. È autore della prima storia del Parco nazionale del Gran Paradiso negli anni del regime fascista: A Monastery for the Ibex. Conservation, State, and Conflict on the Gran Paradiso, 1919-1949 (University of Pittsburgh Press, 2021). Per Einaudi ha pubblicato, con Marco Armiero e Roberta Biasillo, La natura del duce. Una storia ambientale del fascismo (2022).

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