Fondare le biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.

Marguerite Yourcenar

Avviso

Articoli

Pico della Mirandola, La dignità dell’uomo

collana: NUE . Nuova Universale Einaudi 
editore: Einaudi
data pubblicazione: 02/11/2021
pagine: L - 134
0prezzo: € 22,00
ISBN: 9788806243548
a cura di: Raphael Ebgi
traduzione di: Francesco Padovani
argomento: classici
formato: rilegato testo latino a fronte
per l'acquisto scegli tra:
      
 ACQUISTA 
 

Giovanni Pico della Mirandola

La dignità dell’uomo

 

Nel 1486 Pico scrisse l'introduzione a quelle Conclusiones che avrebbero dovuto essere discusse davanti ai sapienti della Chiesa, ma che finirono invece accusate di eresia, come il loro autore. Originariamente senza titolo, il testo venne denominato Oratio de hominis dignitate dall'edizione di Strasburgo del 1504. Dimenticato per piú di due secoli, venne riscoperto tra Ottocento e Novecento diventando una specie di manifesto dell'Umanesimo. Ora che le idee ottocentesche e primo-novecentesche sul Rinascimento e certe forzature interpretative dell'Oratio appaiono superate si può rileggere Pico reinnestando il suo pensiero nella temperie teologica della sua epoca. Ma la sua antropologia e la sua idea di cultura restano un vertice della filosofia italiana e continuano ad avere molto da dire anche nel nostro tempo.

Sicuri, arroccati dietro il muro della propria tradizione. Cosí vivono gli angusti filosofi. Proprio di autentici amanti del sapere è invece trasgredire i confini di ciò che è familiare e noto, pronti a incrociare le proprie armi – le armi della dialettica – con chi si incontrerà lungo il cammino. Questa ratio philosophandi, dice Pico, non è superflua, ma necessaria. Come se non vi fosse conoscenza qualora il nostro pensiero non si specchiasse nel pensiero altrui, vedendosi come da fuori, in prospettiva – vedendo cioè i suoi limiti, le sue mancanze, e insieme le sue peculiarità. In altri termini, solo incontrando ciò che è diverso, e riconoscendolo come differente, la nostra identità può determinarsi e definirsi. Pico, citando da una pagina talmudica, parla del confronto tra due sapienti come di uno scontro tra due ferri, che nell’affrontarsi si affilano e aguzzano l’uno con l’altro. Da qui l’importanza del dialogo, della curiosità per le altre tradizioni, per quello che le altre tradizioni hanno di unico, di particolare, di differente. Una curiosità che non mira a sopraffare l’altro, ma a metterlo – e a mettersi – in discussione, per condurre infine a una vittoria che sia però portatrice di una possibile armonia, di una futura pace. dall’Introduzione di Raphael Ebgi

«In noi risiede una discordia molteplice: ospitiamo in casa nostra gravi conflitti intestini, peggiori delle guerre civili. Soltanto la filosofia morale li terrà a freno e li sederà dentro di noi, se li vorremo rifiutare e aspireremo a quella pace che ci sollevi addirittura all’altezza dei prediletti del Signore. Ma solo se l’uomo che è in noi chiederà anzitutto una tregua ai nemici, allora essa potrà fiaccare le incursioni sfrenate della bestia multiforme e la rissosità del leone, i suoi accessi d’ira, la sua violenza. Se però delibereremo piú correttamente nel nostro interesse, ricercando la tranquillità della pace perpetua, allora essa giungerà a esaudire generosamente i nostri voti. Dopo avere ammazzato le due bestie (e sarà come immolare la scrofa sacrificale), la filosofia sancirà un patto inviolabile di santissima pace tra la carne e lo spirito. La dialettica sederà i tumulti della ragione, che si dibatte angosciosamente tra i discorsi contrastanti e la capziosità dei sillogismi. La filosofia naturale placherà le controversie e i dissidi dell’opinione, che strattonano l’anima irrequieta da una parte e dall’altra, fino a lacerarla e farla a brandelli. Ma nel momento in cui li placherà, ci spingerà anche a ricordare che secondo Eraclito la natura ha origine dalla guerra: per questo essa venne denominata “contesa” da Omero. Perciò non possiamo trovare in essa vera pace e stabile quiete».


Di William Shakespeare (1564 - 1616) Einaudi ha pubblicato, nella collana «Scrittori tradotti da scrittori»: Misura per misura (traduzione di Cesare Garboli), Sogno di una notte d'estate (traduzione di Patrizia Cavalli), Re Lear (traduzione di Emilio Tadini), La tempesta (traduzione in napoletano di Eduardo De Filippo), Quaranta sonetti (serie trilingue, versione francese di Yves Bonnefoy e italiana di Giuseppe Ungaretti) e Amleto. Gran parte della produzione shakespeariana è compresa nella «Collezione di teatro»; I capolavori sono pubblicati in due volumi negli «Einaudi Tascabili», mentre la raccolta completa dei Sonetti e quella del Teatro sono disponibili nella «Nuova Universale Einaudi». Nel 2011 è uscito Riccardo III, per gli «Einaudi Tascabili Classici», con traduzione di Patrizia Valduga; nel 2012, per gli «Einaudi Tascabili Teatro», sono stati pubblicati La tempesta e Romeo e Giulietta; nel 2014, per gli «Einaudi Tascabili Classici», Il mercante di Venezia; nel 2016, per la «Collezione di teatro», Macbeth, nel 2017, negli ET Classici, Otello e nel 2019, negli ET Classici, Amleto.

Recensioni  

Gli altri titoli della collana

Condividi questo articolo su...