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Franzen, E se smettessimo di fingere?

collana: Vele
editore: Einaudi
data pubblicazione: 06/10/2020

pagine: 64

prezzo: € 10,00

ISBN: 9788806246907
a cura di: 
traduzione di:  Silvia Pareschi
argomento:
formato: rilegato
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Jonathan Franzen

E se smettessimo di fingere?


L'apocalisse climatica sta arrivando. Per prepararci ad affrontarla, abbiamo bisogno di ammettere che non possiamo prevenirla.

Da tempo Jonathan Franzen contempla la possibilità che l’apocalisse climatica avvenga nel corso della sua vita. Segue le vicende del cambiamento climatico da almeno trent’anni, e ne ha anche scritto. A suo avviso l’interesse del movimento ambientalista per tale cambiamento aveva senso negli anni Novanta, quando sembrava ancora possibile impedirlo. Dal 2015, tuttavia, è chiaro che l’azione collettiva ha fallito. Da appassionato ambientalista, Franzen è frustrato dal fatto che il cambiamento climatico, in modo futile, monopolizzi il discorso pubblico. Qual è il senso di questo saggio? Parlare con il cuore e provare a rispondere ad alcune delle domande che gli erano state rivolte sugli articoli e sui saggi precedenti, ad esempio: Non è politicamente controproducente togliere speranza alle persone? Vista la gravità della situazione, il problema della speranza è decisivo e un’autentica speranza necessita di sincerità e amore. Di sincerità perché la speranza è un investimento come qualunque altro, che è meglio compiere con gli occhi bene aperti. E di amore perché, senza amore, non c’è nessuna speranza che valga la pena di coltivare.

 

Jonathan Franzen ha scritto cinque romanzi (La ventisettesima città, Forte movimento, Le correzioni, Libertà e Purity), quattro raccolte di saggi (Come stare soli, Piú lontano ancora, La fine della fine della terra e E se smettessimo di fingere?), e l'autobiografia Zona disagio. Ha annotato un compendio di saggi di Karl Kraus nel volume Il progetto Kraus. Inoltre ha pubblicato racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper's». In Italia tutte le sue opere sono pubblicate da Einaudi.

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