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Firpo-Maifreda,L’eretico che salvò la Chiesa

collana: Einaudi Storia  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 28/05/2019
pagine: XXXIV - 1160
prezzo: € 48,00
ISBN: 9788806233570
a cura di:
traduzione di:
argomento: storia
formato: rilegato
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Massimo Firpo

Germano Maifreda

L’eretico che salvò la Chiesa

Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma

 

Eretico o salvatore della Chiesa? La vita straordinaria di un protagonista dimenticato della storia politica e religiosa del Cinquecento.

Giovanni Morone (1509-80) ebbe un’esistenza in apparenza paradossale: due volte legato papale al concilio di Trento – che chiuse nel 1563 salvandolo dal fallimento cui pareva destinato – fu oggetto di gravi accuse di eresia sfociate in due processi inquisitoriali voluti dai papi-inquisitori del suo tempo, Paolo IV (che lo rinchiuse per oltre due anni in Castel Sant’Angelo) e Pio V. Solo la stima e l’appoggio dei sovrani asburgici (il re di Spagna Filippo II e l’imperatore Ferdinando I) gli permisero di sfuggire alla condanna e di tornare a tenere le redini dei principali avvenimenti coevi: dall’alleanza che portò alla battaglia di Lepanto alla crisi della repubblica di Genova. Impareggiabile diplomatico formatosi nella Milano degli Sforza, protagonista dei colloqui di religione nella Germania sconvolta da Lutero, amico di Vittoria Colonna e committente di Michelangelo, vescovo riformatore, Morone fu uomo di grande prestigio europeo, la cui memoria è stata tuttavia riproposta solo in chiave di esemplare prelato cattolico, rimuovendo i drammatici conflitti interni alla gerarchia ecclesiastica che segnarono la sua vita ed ebbero un peso decisivo nel delineare l’identità della Chiesa cattolica nella lunga età della Controriforma.

Quella di Giovanni Morone è una storia paradossale. Legato papale sia nella prima fallita convocazione del concilio di Trento negli anni 1542-43 sia nell’ultima del 1562-63, quando il maggior storico moderno di quel sinodo, Hubert Jedin, gli attribuí il merito di averlo salvato dal fallimento cui sembrava ormai essere destinato. Tra quelle due convocazioni, tuttavia, egli fu oggetto di gravi accuse di eresia, sfociate nel processo inquisitoriale preparato per anni in segreto da Gian Pietro Carafa e formalizzato nel giugno del ’55, all’indomani della sua elezione papale. Un processo reso pubblico due anni dopo con il clamoroso arresto di «cosí gran cardinale, […] in voce certa di esser papa», come ebbe a dire Enrico II di Francia. Solo la morte del pontefice inquisitore consentí al Morone di sfuggire alla condanna. E solo l’appoggio del re di Spagna Filippo II gli permise di uscire da Castel Sant’Angelo dopo 27 mesi di prigionia e di partecipare al conclave di Pio IV, suo amico e concittadino, che poche settimane dopo, ai primi di marzo del 1560, ne pronunciò l’assoluzione. Il paradosso di quel porporato illustre, il cui profilo storico e storiografico trascolora di volta in volta nell’immagine dell’eretico o del «baluardo della fede cattolica», sarebbe durato anche negli anni seguenti, come dimostra la ripresa del processo preparata (anche se mai attuata) da un altro papa inquisitore quale Pio V. Questo libro ricostruisce finalmente un profilo chiaro e coerente di una figura storica di straordinario spessore.

 

 

Massimo Firpo (1946) insegna Storia dell'età della Riforma e della Controriforma all'Università di Torino. Si è interessato soprattutto di storia della cultura e della vita religiosa italiana ed europea nel Cinque-Seicento. Tra i suoi studi si segnalano: Antitrinitari nell'Europa orientate del '500 (Firenze 1977); l'edizione critica del Processo inquisitoriale del cardinal Giovanni Morone (voll. 6, Roma 1981-95), in collaborazione con Dario Marcatto; Tra alumbrados e 'spirituali'. Studi su Juan de Valdes e il valdesianesimo nella crisi religiosa del' 500 italiano (Firenze 1990); Inquisizione romana e Controriforma. Studi sul cardinal Giovanni Morone (Bologna 1992); Nel labirinto del mondo. Lorenzo Davidico tra santi, eretici, inquisitori (Firenze 1992); Riforma protestante ed eresie nell'Italia del Cinquecento (Roma-Bari 1993); e l'edizione critica di Juan de Valdes, Alfabeto cristiano (Torino 1994). Presso Einaudi ha pubblicato Gli affreschi di Pontormo a San Lorenzo (1997)


Germano Maifreda insegna Storia economica all'Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche sull'età moderna vertono principalmente sulla formazione del sapere economico, sulle minoranze religiose e sugli aspetti amministrativi e finanziari dei tribunali ecclesiastici. Con Einaudi ha pubblicato I denari dell'inquisitore. Affari e giustizia di fede nell'Italia moderna (2014) e, con Massimo Firpo, L'eretico che salvò la Chiesa (2019)..

 

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