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Cesare Pavese

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Magris, Opere - i Meridiani

collana: i Meridiani 
editore:  Mondadori
volume I
data pubblicazione: 2012, 2a ed 2016
pagine: CLXX-1686
prezzo: € 80,00
ISBN:  9788804613947
a cura di: Ernestina Pellegrini
introduzione di: Ernestina Pellegrini e uno scritto di Maria Fancelli
argomento:
formato: rilegato con astuccio
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Claudio Magris


Le opere di Claudio Magris, grande germanista e scrittore, sono presentate in ordine cronologico: la saggistica si affanca al teatro, il racconto di viaggio alla sua originalissima narrativa, permettendo di cogliere la fisionomia complessiva di un’opera in cui coabitano racconto e descrizione, trasfigurazione fantastica e meditazione storica. i due Meridiani documentano così l’ipotesi di Magris come scrittore dall’“identità plurale”, efficace formula critica coniata nel suo saggio introduttivo da Ernestina Pellegrini, che firma anche la Cronologia e le ricchissime Notizie sui testi.

 

Opere

volume primo

Due Meridiani raccoglieranno un'ampia selezione dell'opera di Magris: il primo, che presenta le sue opere fino al 1995, si apre con i due corposi saggi che hanno inaugurato la sua carriera di studioso capace di diffondere in Italia la conoscenza della cultura mitteleuropea e della civiltà ebraico-orientale, "Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna" (1963) e "Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale" (1971). Si propongono quindi "Illazioni su una sciabola" (1985), il libro che ha segnato il passaggio alla narrativa, e "Danubio" (1986), narrazione che fonde il racconto di viaggio lungo il corso del "fiume blu" con la meditazione sulla stratificazione dell'identità europea contemporanea. Seguono "Stadelmann" (1988), dramma ispirato alla figura del servitore di Goethe; "Un altro mare" (1991), rielaborazione romanzesca della parabola esistenziale di Enrico Mreule, filologo amico di Carl Michelstaedter; "Il Conde" (1993), racconto che sviluppa ancora una volta uno spunto reale, ovvero la storia di un vecchio che ripescava morti dal fiume; e infine "Le voci" (1995), monologo che ha per protagonista un uomo che si innamora delle voci delle donne registrate nelle segreterie telefoniche. Il volume è curato da Ernestina Pellegrini, esegeta d'elezione di Magris che ne ha studiato a fondo l'archivio. Oltre alla bibliografia, alla cronologia e al saggio critico della curatrice, completa il volume un contributo della germanista Maria Fancelli.

Claudio Magris o dell’identità plurale. Essere germanista. Cronologia. Nota dell’editore. il Mito absburgico nella letteratura austriaca moderna. Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale. Illazioni su una sciabola. Danubio. Stadelmann. Un altro mare. Il conde. Le voci. Notizie sui testi. Bibliografia essenziale.

 

Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Docente di letteratura tedesca all'università di Trieste, collabora al "Corriere della Sera". Tra le sue opere ricordiamo Illazioni su una sciabola (1984), Un altro mare (1991), Microcosmi (Premio Strega 1997), La mostra (2001), Alla cieca (2005) e L'infinito viaggiare (2005), oltre ai saggi Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna (1963), Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971), Dietro le parole (1978), Itaca e oltre (1982), L'anello di Clarisse (1984), Danubio (1986), Trieste. Una identità di frontiera (con Angelo Ara, 1987), Utopia e disincanto (1999), e al testo teatrale Stadelmann (1988).

     

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