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Nadler, Un libro forgiato all'inferno

collana: La Biblioteca  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2013
pagine: XVIII - 270
prezzo: € 30,00
ISBN: 9788806213268
a cura di:
traduzione di: Luigi Giacone
argomento:
formato: rilegato
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Steven Nadler

Un libro forgiato all'inferno

 

Lo scandaloso «Trattato» di Spinoza e la nascita della secolarizzazione

Nel 1670 comparve anonimo il Trattato teologico-politico di Baruch Spinoza. Il libro fu subito condannato come empio e blasfemo sia dalla Chiesa protestante sia da quella cattolica: un'opera sovversiva, la piú pericolosa mai pubblicata.
Di questo libro maledetto, «forgiato all'inferno dal diavolo in persona», Steven Nadler racconta l'affascinante storia: le sue affermazioni scandalose al cuore delle tensioni religiose, politiche e sociali del Secolo d'oro olandese, il suo appello a favore di una società libera e tollerante, le aspre reazioni che infiammò.

Furono i roghi, ad accendere i Lumi. Nello splendore come nella ferocia, il Gran secolo, che tanto amò il paradosso, fu inarrivabilmente paradossale: la meraviglia barocca convisse con il rigorismo formale, l'impulso ascetico con la dissimulazione piú o meno onesta, il libero pensiero con un dogmatismo occhiuto e vendicativo. Solo il Seicento avrebbe potuto generare tutte le grandi idee che alimentarono la modernità, e solo il Seicento avrebbe potuto cercare con tanta pertinacia di distruggerle appena nate. Senza riuscirci, certo, e anzi stimolandole, quasi in virtú di quella «reazione uguale e contraria» teorizzata - non a caso proprio in quegli anni - da Newton. Ci fu chi pagò con la vita, con il carcere, con l'infamia e il bando le proprie tesi; ma le difese. E le affidò ai libri, che a loro volta patirono la confisca, la clandestinità, il rogo; ma sopravvissero. Perché le idee non bruciano, anche se possono accendere le menti e provocare rivoluzioni. Ed è proprio di quelle idee e di quei libri cosí travagliatamente giunti fino a noi - che forse non li leggiamo nemmeno piú - che siamo gli eredi. Questo nuovo, coinvolgente volume di Steven Nadler è appunto la storia di un libro sulfureo e dannato, il Trattato teologico-politico; del suo autore, pessimo ebreo, mediocre mercante, buon tagliatore di lenti, immenso filosofo; del suo funambolico stampatore, cui certo non difettava l'ingegno. Ma qual era il messaggio contenuto in quelle pagine vituperate, empie, eversive, che fecero sobbalzare perfino Hobbes? Che la Bibbia è un'opera umana, da leggere in una prospettiva storico-filologica, per trarne l'insegnamento fondamentale: «ama il tuo prossimo»; che Dio è la Natura, non la Chiesa con i suoi settarismi e le sue interferenze politiche; che la sovranità dello Stato proviene da una delega e pertanto va esercitata in nome del benessere comune; che la filosofia, la ricerca del retto sapere, è parte di quel benessere e che perciò a ogni cittadino deve essere consentito «non solo pensare quello che vuole, ma anche dire quello che pensa». Amore, anticonfessionalismo, liberalismo, tolleranza: ecco le «bestemmie» di Spinoza. Un ennesimo paradosso seicentesco, per noi, che però possiamo considerarlo tale anche grazie al coraggio di un filosofo e all'avventurosa sopravvivenza del suo Trattato.

 

Steven Nadler è professore di Filosofia e membro del Centro per gli Studi ebraici presso l'Università del Wisconsin. Presso Einaudi ha pubblicato Baruch Spinoza e l'Olanda del Seicento (ultima edizione 2009), L'eresia di Spinoza (2004) e Il migliore dei mondi possibili (2009) Un libro forgiato all'inferno (2013).

 

 

dello stesso autore nel catalogo Einaudi 

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