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Italo Calvino

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Del Giudice, In questa luce

 collana: Frontiere
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2013
pagine: 200

prezzo: € 18,50

ISBN: 9788806214425
a cura di: 
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argomento:
formato: rilegato
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Daniele Del Giudice

In questa luce


Un libro autoritratto. Le passioni, i pensieri, i progetti, la fantasia. Tutto quello che per lo scrittore fa mania. Perché «scrivere è difficile. Si è soli, dopo le chiacchiere, le discussioni, gli incontri, le letture. Si è soli. Fa fatica e fa paura».
«Due dimensioni apparentemente contraddittorie si incontrano nella scrittura di Del Giudice, e ne fanno l'intensità. Da una parte, la piú insistente e accanita relazione con l'oggetto, la volontà testarda di - ritornare alla cosa -, conoscerla e dirla cosí come essa oggi ci appare, in questa luce. Dall'altra, l'energia con cui ad ogni frase viene tolta - la terra sotto i piedi -, con cui la descrizione piú precisa diviene esercizio di fantasia, mania e volo». Massimo Cacciari

Si raccoglie qui tutto ciò che per Del Giudice fa mania. Intendendo per mania una parola doppia, una parola male-bene: nel mondo greco mania indica infatti non soltanto il demone che sconvolge la mente, ma anche una particolare forma di concentrazione, una forma estrema del conoscere e del coincidere con il proprio destino.
È mania la mezzanotte, ventiquattresima ora del giorno, istante ultimo e anche primo, valico del giorno passato e incipit del nuovo, ora ventiquattro e ora zero; è mania il proprio lavoro, scrivere e narrare, in cui secondo Del Giudice sarebbe meglio possedere un doppio passo, essere ambidestri, con una mano tracciare delle mappe, costruire dei progetti e con l'altra operare perché questi progetti vengano invalidati dalla narrazione, perché ciò che vale nel racconto è proprio tutto quanto eccede e vanifica il progetto. Sono mania la luce, le macchine, le città, lo spazio, le fortezze reali e quelle immaginarie, le carte geografiche, il cinema e la fotografia. I protagonisti dei libri piú famosi di Daniele Del Giudice.
Si ritrovano in queste pagine le riflessioni sul tempo e quelle sul volo («Come quando l'aereo si stacca da terra, una sospensione nebulosa e via, la scrittura spinge su, dentro i carrelli»). Si parla, con estrema e acuta intelligenza, del leggere, degli autori e dei libri piú amati, del tradurre, delle storie e dei personaggi, del trovarsi davanti al foglio bianco e del «levare ad ogni frase la terra sotto i piedi».

«Il volo della mente, il volo dello sguardo, il volo dell'aereo; ma il tempo, si può comperare? Riflessioni, lezioni, racconti, memorie del grande scrittore, sui rapporti fra linguaggio e realtà».  Cesare Segre


Daniele Del Giudice vive a Venezia. I suoi libri sono: Lo stadio di Wimbledon (1983), Atlante occidentale (1985), Nel museo di Reims (Mondadori 1988, Einaudi 2010), Staccando l'ombra da terra (1994), Mania (1997) , I-TIGI Canto per Ustica (2001) e I-TIGI. Racconto per Ustica (2009), entrambi con Marco Paolini, Orizzonte mobile (2009) e In questa luce (2013). Ha pubblicato inoltre saggi su Italo Svevo e Primo Levi, per il quale ha introdotto l'edizione delle Opere.

 

Recensioni   

«Del Giudice, un angelo con la fionda sotto l’ala» - di Lorenzo Mondo, La Stampa 08/02/2013

«Naufragare nella luce» - di Pietro Citati, Corriere della Sera 10/02/2013


dello stesso autore nel catalogo Einaudi 

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