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...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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ASSOCIAZIONE OFFICINAMENTIS
(IN)ATTUALITA’ DEL PENSIERO CRITICO
Seminario Permanente 2018

Sabato 27 ottobre 2018, ore 15.00
CostArena, Via Azzo Gardino 48, Bologna
Ingresso a offerta libera fino ad esaurimento posti


La fine del mondo di Ernesto De Martino
Giordana Charuty
Partecipa Fabio Dei (Università di Pisa)
Modera Nicola Martellozzo (Università di Bologna)

 

L’edizione francese dell’opera incompiuta di Ernesto De Martino ha fatto apparire un“cantiere a cielo aperto” là dove cercavamo un libro fantasma. Come spesso accade, lamigrazione in un’altra lingua rivela nuove potenzialità dell’opera. Proporremo alcuneletture rese possibili da questo lavoro di ricomposizione e traduzione »: così GiordanaCharuty, curatrice, insieme a Daniel Fabre e Marcello Massenzio, della traduzione francese dell’ultima, gigantesca e incompiuta opera di De Martino (La fin du monde, Essaisur les apocalypses culturelles, Paris, 2016). Lasciata in forma di appunti a causa della suamorte prematura, la Fine del Mondo doveva essere, nelle intenzioni di De Martino, una vasta analisi dell’apocalisse e dei miti escatologici per arrivare, da un lato, a esplorare la crisi ormai chiara dell’Occidente, dall’altro, a cercare possibili vie d’uscita. Per De Martino la vita del soggetto nella storia si muove sempre dentro un dramma esistenziale in cui lottano la “presenza” e la sua labilità, la cultura e la natura, il valore e il suo annientamento. La volontà di “esserci”, la presenza come storicità dello “scegliere edell’operare”, la possibilità stessa di mantenersi dentro il processo culturale rischianosempre di annullarsi. La crisi dell’Occidente, che si è aggravata negli anni che ci separanodalla ricerca di De Martino, rende quell’analisi più che mai attuale e ci pone davanti a unaprecisa alternativa: finire con quella che appare la fine di un mondo o oltrepassare questafine e cominciare da capo? Ci pone al tempo stesso davanti a un compito preciso: comemantenere un coinvolgimento intellettuale, politico, culturale che sappia essere sempreprogetto di vita, pur nella piena assunzione della possibilità della fine?


Giordana Charuty è antropologa, directrice d’études all’École Pratique des Hautes Études di Parigi. Nelle suericerche ha analizzato le istituzioni, le pratiche e le rappresentazioni che nelle società europee moderne econtemporanee hanno il compito di trattare simbolicamente questioni quali la follia, la morte, il corpo.Recentemente ha pubblicato Ernesto De Martino. Les vies antérieures d’un anthropologue (Marseille,2009), tradotto in italiano da Franco Angeli (2010) e ha diretto, insieme a Daniel Fabre e MarcelloMassenzio, l’edizione francese de La fine del Mondo (Paris, 2016).

Fabio Dei insegna Antropologia culturale presso l'Università di Pisa. Dirige la rivista Lares. Tra le sue piùrecenti pubblicazioni, Antropologia culturale (Bologna, 2016), Cultura popolare in Italia. Da Gramsciall'Unesco (Bologna, 2018). Con Antonio Fanelli ha curato un’edizione accresciuta di Sud e magia di DeMartino (Roma, 2015).

Nicola Martellozzo è antropologo, laureato presso l’Università di Bologna. Ha svolto ricerca di campo in Sude Centro Italia, la più importante nel 2017 sulle “corse a vuoto” di Ronciglione. Autore di un saggio sullafenomenologia della conversione religiosa (2015), è stato relatore a diversi convegni di settore. Partecipaalla programmazione e realizzazione del Seminario su Ernesto De Martino per officinaMentis.

Il Seminario Permanente è coordinato da Daniela Iotti e Angela Peduto. È

organizzato col sostegno di Einaudi Bologna e CostArena.
Comitato scientifico: Daniela Iotti (filosofa, psicoanalista, psicoterapeuta), Francesco di Maio (filosofo), Nicola Martellozzo (antropologo), Angela Peduto (psichiatra, psicoanalista), Raffaele Riccio (storico)

                     

 

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...calma nell’azione” e  libertà attraverso la lettura, questo è il nostro motto

«La calma nell’azione. Come una cascata diventa nella caduta più lenta e sospesa, così il grande uomo d’azione suole agire con più calma di quanto il suo impetuoso desiderio facesse prevedere prima dell’azione.» (Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano)

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