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Ginzburg, Vita immaginaria

collana: Super ET
editore: Einaudi
data pubblicazione: 28/09/2021
pagine: VIII - 232
prezzo: € 12,00
ISBN: 9788806205461
a cura di: Domenico Scarpa
traduzione di:
argomento: narrativa italiana
formato: brossura

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Natalia Ginzburg

Vita immaginaria


Nuova edizione a cura di Domenico Scarpa

Tutto ciò che Natalia Ginzburg evoca e descrive succede in noi come per la prima volta: Vita immaginaria è un libro di sveglia e di veglia, una prima volta che dura per sempre.

Il meno conosciuto fra i libri di Natalia Ginzburg – la sua terza raccolta di scritti non narrativi, apparsa nel 1974 e mai piú ristampata finora – è anche il piú multiforme di tutti, e il piú pervicacemente battagliero. A dargli il titolo è un memorabile esercizio di autobiografia, collocato in chiusura; ma quel titolo cosí assorto e sfumante, Vita immaginaria, è anche un titolo da interpretare a rovescio: perché, di fatto, in ciascuno dei trenta testi qui radunati Natalia Ginzburg interviene, con la esitante perentorietà che rende unica la sua voce, sulla vita reale dell’oggi, di un oggi che porta date di mezzo secolo fa ma sul quale ascolteremo cose che valgono per il nostro qui-e-ora, cosí diversamente complesso ma cosí simile nelle opzioni estetiche, nelle scelte morali, nei tragici dilemmi politici che impone a ciascuno di noi.

La condizione delle donne negli anni del femminismo, e quella degli ebrei e dello Stato di Israele; la bellezza e l’orrore di Roma, e la fragilità di una democrazia (la nostra) sempre sotto minaccia; alcuni scrittori da amare (Goffredo Parise, Antonio Delfini, Biagio Marin, Tonino Guerra, Italo Calvino, Lalla Romano, Elizabeth Smart, ed Elsa Morante della Storia sopra tutti); alcuni film (Sussurri e grida, Amarcord, Domenica maledetta domenica) visti con l’occhio di scrittrice; le biografie di alcuni amici (Cesare Pavese, Felice Balbo); e poi, ancora, la nostra incertezza e la nostra necessità di scegliere; la memoria dell’infanzia, da decifrare, e la vita dei figli adulti, che suscita meraviglia e insicurezza. Infine, sempre presenti, quel senso di soddisfazione che ci può addormentare, le varie specie di linguaggio falso che vanno sempre piú proliferando, la libertà che si può perdere da un momento all’altro e gli orrori della storia contemporanea ai quali ci si abitua a poco a poco, senza rendersene conto, ed è su questo vertice negativo che culmina il tutto. Non per niente, infatti, Natalia Ginzburg aveva pensato, mentre andava costruendo Vita immaginaria, di scegliere un titolo completamente diverso: Il disumano.

 

Natalia Ginzburg è nata a Palermo nel 1916 e ha vissuto a Torino, a Londra e a Roma, dove è morta nel 1991. Di lei Einaudi ha pubblicato La strada che va in città; È stato cosí; Tutti i nostri ieri; Valentino; Le voci della sera; Le piccole virtú; Lessico famigliare; Cinque romanzi brevi; Ti ho sposato per allegria; Sagittario; Famiglia; La famiglia Manzoni; La città e la casa; Mai devi domandarmi; Serena Cruz o la vera giustizia; Caro Michele; È difficile parlare di sé. Conversazione a piú voci condotta da Marino Sinibaldi; Non possiamo saperlo. Saggi 1973-1990; Tutto il teatro; L'intervista. Commedia in tre atti; Un'assenza. Racconti, memorie, cronache 1933-1988 e Vita immaginaria.

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