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Goethe, I dolori del giovane Werther

collana: Supercoralli
editore: Einaudi
data pubblicazione: 08/06/2021
pagine: 136
prezzo: € 17,00
ISBN: 9788806245504
posfazione di: Luigi Forte
traduzione di: Enrico Ganni
argomento: narrativa straniera
formato: rilegato
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Johann Wolfgang Goethe

I dolori del giovane Werther


Il capolavoro di Goethe in una nuova traduzione firmata da Enrico Ganni.

Pubblicato per la prima volta nel 1774, I dolori del giovane Werther divenne ben presto un oggetto di culto che non solo produsse un’infinità di imitazioni in campo letterario, ma diede anche origine tra i giovani a una nuova moda nel costume e nei comportamenti. L’incostanza e la volubilità di Werther, il suo insaziabile appetito di felicità e bellezza, ma anche il tedio per l’esistenza e l’angoscia per i propri sentimenti, fecero del romanzo una delle più eclatanti manifestazioni della sensibilità moderna.

Consegnando nel 1774 all’editore Christian Friedrich Weygand di Lipsia il manoscritto del suo primo romanzo, il ventiquattrenne Johann Wolfgang Goethe si compiacque che quel suo «libretto» in forma epistolare gli fruttasse abbastanza da coprire i debiti contratti per via del precedente dramma Götz von Berlichingen. Ma I dolori del giovane Werther era destinato ad assicurare al suo autore ben altri riconoscimenti. «Il successo del libretto fu grande», scriveva un Goethe maturo nella sua autobiografia, «addirittura straordinario, soprattutto perché colse appieno lo spirito del tempo. Come infatti basta una breve miccia per far detonare un’enorme mina, cosí l’esplosione che si verificò fra il pubblico fu tanto potente perché i giovani avevano già scavato i cunicoli, e lo sgomento tanto intenso perché di ciascuno esplosero gli esasperati aneliti, le passioni insoddisfatte, i dolori immaginari». Aneliti, passioni e dolori scaturiscono da quelli del protagonista Werther, giovane d’animo sensibile e ardente, per la virtuosa Lotte dagli occhi neri, già promessa sposa di un altro uomo e dunque a lui preclusa. La frustrazione e la disperazione che ne conseguono inducono lo sfortunato amante dapprima a tentare la sublimazione del suo trasporto amoroso coltivando una fraterna amicizia con il legittimo pretendente e poi consorte di Lotte, Albert, e in seguito a spezzare il triangolo filadelfico da lui stesso architettato togliendosi la vita. Le sue gesta incendiarono la sensibilità di un’intera generazione, quella dello Sturm und Drang, che del Werther goethiano – «il primo dandy della letteratura europea, il tipo del soggetto narcisista che tutto vorrebbe afferrare e consumare, il cui vitalismo si ribalta in pulsione di morte» come si legge nella postfazione di Luigi Forte – fece il suo eroe, e della cultura ribelle che preferiva l’intensità del sentimento e l’immediatezza della natura all’aridità della ragione e delle convenzioni borghesi, il proprio manifesto. La «febbre wertheriana» che si scatenò prima in Germania e presto, al seguito delle molte traduzioni, in tutta Europa e perfino in Cina, contribuendo a fare de I dolori del giovane Werther il primo best seller internazionale, investí ogni aspetto della vita sociale e culturale, dalla moda nell’abbigliamento fino all’estenuata voluttà del suicidio, con il conseguente stigma di opera «altamente perniciosa» che tanto amareggiò il suo autore. Ma questo non impedí l’immediata e permanente consacrazione di J. W. Goethe che, nella sua critica della conformità sociale, nell’interpretazione penetrante del proprio tempo, nell’innovazione formale del romanzo epistolare a una sola voce, nella finezza psicologica dei ritratti, nella scelta ardita, scrive ancora Forte, di uno stile «ritmato e liricheggiante, con frasi smozzicate, iterazioni e libere costruzioni sintattiche che rispondono, piú che a regole grammaticali, a un’intemperante individualità, che scioglie il lamento d’amore in suono e ritmo», mostrava i tratti inconfondibili del genio.

 

Johann Wolfgang Goethe (Francoforte 1749 - Weimar 1832) ha scritto romanzi (Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister), poemi (Faust), tragedie (Torquato Tasso), raccolte di poesie (Elegie romane, Divan occidentale-orientale), trattati scientifici (Teoria dei colori), un'autobiografia (Poesia e verità), prose di viaggio, favole, novelle, ballate. Di lui Einaudi ha in catalogo i romanzi I dolori del giovane Werther e Le affinità elettive, gli Inni e Cento poesie, e l'autobiografia Dalla mia vita. Poesia e verità (2018 e 2019).

Enrico Ganni (1950-2020) si è occupato di traduzione sin dagli anni Ottanta, sia come docente, sia come traduttore e curatore, segnatamente su maestri della letteratura tedesca quali J. W. Goethe, Th. Fontane, Th. Mann, F. Kafka, W. Benjamin, H. M. Enzensberger. Dal 1995 alla sua scomparsa è stato editor di Einaudi per la germanistica. Suo è il progetto e la cura della serie delle Grandi traduzioni, in seno alla quale pubblichiamo qui l'ultimo suo lavoro.

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