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Benet, L’aria di un crimine

collana: Letture Einaudi  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 09/03/2021
pagine:   XX - 212
prezzo: € 19,00
ISBN: 9788806247300
a cura di:
prefazione di: Elide Pittarello
traduzione di:  Jaime Riera Rehren
argomento: narrativa straniera
formato: brossura
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Juan Benet

L’aria di un crimine


Un cadavere viene trovato accanto a una fontana nella piazza del paese. Nessuno l’ha visto da vivo, nessuno sa chi sia. L’indagine sembra senza speranza, anche perché la gente di Región è abituata a parlare pochissimo e a compiere nel silenzio le proprie vendette. Una carrellata di personaggi memorabili, una lingua affascinante, da far girare la testa. Nel suo unico giallo Juan Benet, per molti il piú grande scrittore spagnolo del Novecento, mette in crisi i canoni del genere poliziesco esaltando nell’ambiguità la forza della letteratura.

Juan Benet, convinto che l’umanità continui «a essere tribale», in L’aria di un crimine affida alla voce del narratore il linguaggio del numinoso che esalta l’onnipotenza dei fenomeni naturali, ostili dalla notte dei tempi a ogni forma di civiltà. Il fatto che Región stia andando in rovina, anche (ma non solo) come conseguenza della guerra civile, conferma soltanto l’andamento ciclico della storia del mondo. Il male ha radici piú oscure e universali, come già temevano uno scienziato e un umanista che agli albori del XX secolo misero a soqquadro i fondamenti delle nostre conoscenze. In una lettera del 1932 Albert Einstein domanda a Sigmund Freud se ci sia un modo di liberare per sempre l’umanità dalla sventura della guerra. Piuttosto a disagio, nella sua risposta articolata Freud conclude di non avere speranze che la pulsione di morte si allenti. Con pari sgomento, Juan Benet è in allerta fin da giovane, ma non per questo capitola. Ne è prova la sua scrittura nata da un desiderio che non si acquieta, da una mancanza che di racconto in racconto rilancia il dilemma, scava, attende. dalla prefazione di Elide Pittarello

 

Juan Benet è nato a Madrid nel 1927. A nove anni il padre avvocato viene fucilato dai repubblicani durante la guerra civile. Nel 1954 si laurea in ingegneria e contemporaneamente frequenta gli ambienti letterari. Nel 1961 esce il suo primo libro di racconti: Nunca llegarás a nada. Nel 1965 è la volta della raccolta di saggi La inspiración y el estilo. Due anni piú tardi Volverás a Región inaugura una serie di romanzi ambientati in un territorio immaginario arcaico e desolato della Spagna, con alcuni personaggi che ritornano da un libro all'altro. A seguire, pur continuando a costruire ponti e dighe per tutta la vita, pubblica una trentina di titoli fra romanzi, raccolte di racconti e saggi. Fra i romanzi: Una meditación (1970), Un viaje de invierno (1972), El aire de un crimen (1980). Fra i saggi, Qué fue la guerra civil, pubblicato nel 1976, subito dopo la morte di Franco. Dalla fine degli anni Sessanta è il punto di riferimento per un gruppo di giovani scrittori chiamati appunto «los benetianos», fra i quali il piú famoso oggi è Javier Marías. Muore a Madrid nel 1993 per un tumore al cervello. In Italia sono attualmente in commercio solo altri due suoi romanzi: Ritornerai a Región (Amos) e Nella penombra (Adelphi). Da El aire de un crimen è stato tratto un film di Antonio Isasi-Isasmendi con Francisco Rabal e Fernando Rey (1988).

Recensioni  

recensione di Francesca Lazzarato su alias - il manifesto. (leggi)

recensione di Elisabetta Rasy su Domenica - Il Sole 24 Ore. (leggi)

dello stesso autore nel catalogo Einaudi

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