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Brook, Il leopardo di Kublai Khan

 


collana: Saggi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 01/09/2020
pagine: XLII - 446
prezzo: € 35,00
ISBN: 9788806244316
a cura di:
traduzione di:  Alessandro Manna
argomento:
formato: rilegato
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Timothy Brook

Il leopardo di Kublai Khan

Una storia mondiale della Cina


Questa è la storia della piú grande nazione della Terra e del suo tumultuoso rapporto con il resto del mondo durante gli ultimi 800 anni. Tutto ebbe inizio nel 1271, allorché Kublai Khan fondò il Grande Stato Yuan e inviò i suoi eserciti a conquistare l'immenso territorio cinese, mutando per sempre il sistema di potere e di sottomissione in tutta l'Asia, e trasformando la Cina in quella potenza globale immortalata da Marco Polo nei suoi diari.

Intrecciando storie di personaggi straordinari e di gente comune, Il leopardo di Kublai Khan è un racconto avvincente quanto contraddittorio di guerre, missioni diplomatiche, vassallaggi, credenze religiose e scambi commerciali: per una principessa che attraversa la Persia allo scopo di stringere un’alleanza politica sposando il sovrano dell’Ilkhanato, una missione diplomatica in Sri Lanka termina con il rapimento del re locale; gli imperatori invitano i commercianti mongoli e coreani di cavalli ai mercati del Nord della Cina, ma i loro ufficiali tratteranno i marinai portoghesi alla stregua di pirati; per un re Giorgio III elettrizzato all’idea d’incontrare un cinese qualunque a Londra, i minatori cinesi che lavorano in Sudafrica andranno spesso incontro alla tortura… Una storia magistrale di invasioni, carestie, inondazioni e pestilenze, diffusione di idee e tecnologie, che segue quell’incerta linea di confine tra commercio e pirateria, resistenza e complicità con il colonialismo: una storia del mondo con la Cina al suo centro.

«Secondo le ricostruzioni storiche convenzionali la Cina divenne un solo paese nel 221 a.C. […] La transizione da una molteplicità di paesi a un unico paese rappresenta senza alcun dubbio una svolta decisiva, ma […] un’altra transizione, ben piú recente, si verificò nel XIII secolo, quando l’oscillazione dinastica tra un solo regno unificato e una molteplicità di regni disseminati si esaurí una volta per tutte, e la Cina ricadde sotto l’occupazione dei Mongoli discendenti di Chinggis (Gengis) Khan. Fu in seguito a questa seconda grande unificazione che la Cina divenne un paese completamente differente. I fasti delle dinastie Tang e Song precedenti all’invasione mongola rappresentano un dato di fatto indiscutibile, e i lasciti delle piú remote dinastie continuano ancora oggi a plasmare la cultura cinese. Ma per lo storico, il cui sguardo si proietta sul lungo periodo, la Cina di oggi è figlia dei Mongoli, piú che dei Qin».

 

Timothy Brook, eminente sinologo, insegna alla University of British Columbia di Vancouver . Ha scritto e curato numerosi libri, tra i quali ricordiamo: The Confusions of Pleasure. Commerce and Culture in Ming China (1998) e The Troubled Empire. China in the Yuan and Ming Dynasties (2010). Ha inoltre diretto una monumentale storia della Cina imperiale in sei volumi (2007-2010). Per Einaudi ha pubblicato Il cappello di Vermeer (2015), che ha vinto il Mark Lynton History Prize 2009, La mappa della Cina del signor Selden (2016) e Il Leopardo di Kublai Khan (2020).

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