...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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Céline, Pantomima per un’altra volta. Normance

collana: Letture Einaudi  
editore: Einaudi
data pubblicazione: 04/03/2020
pagine:  592
prezzo: € 26,00
ISBN: 9788806244958
prefazione di: Massimo Raffaeli 
traduzione di:  Giuseppe Guglielmi
argomento: narrativa straniera
formato: brossura
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Louis-Ferdinand Céline

Pantomima per un’altra volta. Normance


I due romanzi autobiografici di Céline pubblicati nel 1952 e nel 1954 sono stati scritti come un unico corpo narrativo, tanto che in un primo momento l'autore li aveva intitolati Féerie pour une autre fois I e II . È la prima volta che in Italia vengono riuniti insieme in un unico volume (cosa che invece in Francia è stata fatta da tempo). Leggendo di seguito l'andirivieni delle vicende raccontate, dai bombardamenti su Parigi alla prigionia in Danimarca, al ritorno in Francia dopo l'amnistia, si può cogliere nei due romanzi contigui un'unica storia in cui si rincorrono continuamente gli stessi furiosi deliri e le stesse ossessioni paranoiche, scritta nello stile straordinario che è già quello della successiva e famosissima «trilogia del Nord». Il romanzo dell'esordio da Gallimard esce nel '52 con scarso consenso di pubblico e di critica, si intitola Féerie pour une autre fois ed è doppiato nel '54 da Normance che ne costituisce la prosecuzione. Reso in italiano con «Pantomima», per la versione del poeta Giuseppe Guglielmi che Einaudi stampa nel 1987 (la seconda parte l'ann0 successivo, stavolta col titolo originale), il termine féerie è in effetti polisemico perché associa il senso della fiaba alla fantasmagoria o insomma rimanda sia a un'astrazione fantastica sia a una sua teatralizzazione. La materia è nella prima parte fornita dal ricordo della vita quotidiana di Ferdinand e Lili a Montmartre durante l'occupazione, poco prima della fuga verso la Danimarca. Virata nei colori piú tetri della malinconia, immaginata nello spazio asfissiante della reclusione a Copenaghen, ritmata sui lacerti della memoria che deraglia di continuo, la narrazione va e viene nello spazio-tempo, a strappi, il ricordo si interpone dilatandosi nei modi di un delirio che sappia liberare musica e sia pure una musica che esala dalla vita in rovina. La parola torna infatti sulla pagina a scosse e soprassalti, il ricordo si confonde con la sua stessa invenzione, la Storia non è altro se non la massima espressione del teatro del mondo. dalla prefazione di Massimo Raffaeli

 

Louis-Ferdinand Céline nasce a Courbevoie, un sobborgo di Parigi, nel 1894. Trascorre l'infanzia nel Passage Choiseul di Parigi, dove la madre ha un negozio di porcellane e merletti. Dopo la prima guerra mondiale, durante la quale viene ferito e decorato, si laurea in medicina. Fa il medico dei poveri a Montmartre e inizia a scrivere. I suoi primi due romanzi, Viaggio al termine della notte (1932) e Morte a credito (1936) ricevono entusiastici apprezzamenti. Successivamente pubblica tre pamphlet antisemiti che fanno scandalo e lo emarginano dagli ambienti letterari. Su posizioni filo-naziste, nel 1944, con la liberazione della Francia da parte degli alleati, fugge in Germania e di lì ripara poi in Danimarca dove dopo la guerra viene incarcerato per collaborazionismo. Amnistiato nel 1951, torna in Francia e riprende l'attività di medico e di scrittore vivendo come auto-recluso in una casa di Meudon, alla periferia di Parigi, insieme alla moglie Lucette, a vari cani, gatti e a un pappagallo. A Meudon muore nel 1961, dopo aver rievocato i drammatici anni 1944-45 nella Trilogia del Nord. Delle sue opere, nel catalogo Einaudi: Guignol's Band I e II, Casse-pipe, Trilogia del Nord, Pantomima per un'altra volta, Colloqui con il professor Y, Da un castello all'altro , Rigodon e Nord.

 

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