...se non ci fossero i libri, noi saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; la stessa urna che accoglie i corpi cancellerebbe anche la memoria degli uomini.

Cardinale Bessarione

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Collodi, Le avventure di Pinocchio


collana: i Millenni   
editore: Einaudi
data pubblicazione: 2008
pagine: XXXVIII - 314
prezzo: € 75,00
ISBN: 9788806150181
contributi di: Emilio Varrà
introduzione di: Tiziano Scarpa
Illustrazioni: Lorenzo Mattotti con 28 tavole a colori fuori testo e numerose illustrazioni nel testo
argomento: classici
formato: rilegato in cofanetto
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Carlo Collodi

Le avventure di Pinocchio

 

La prima musa di Mattotti è la metamorfosi, la mutazione, la dialettica tra la forma e la perdita della forma. E quale libro più di Pinocchio è la metamorfosi fatta narrazione?

 

Pinocchio accompagna Lorenzo Mattotti da molti anni, quasi lo ossessiona. E Mattotti da molti anni disegna, appunta, schizza immagini, ipotesi di illustrazione, prove di cartone animato. È un work in progress quello testimoniato in questo libro, un'opera aperta, una botola nell'atelier mentale di un artista che nella storia di Collodi sembra trovare i nodi originari della propria ispirazione.
D'altra parte la prima musa di Mattotti è la metamorfosi, la mutazione, la dialettica tra la forma e la perdita della forma. E quale libro più di Pinocchio è la metamorfosi fatta narrazione? Il legno che diventa carne, il naso che diventa lungo, l'andirivieni tra il burattino e il bambino, passando magari per l'asino, il mondo dei vivi e dei morti. Pinocchio come mutante continuo è il soggetto ideale per lo sguardo di Mattotti, che cerca sempre di cogliere il momento dinamico delle trasformazioni, quando una forma non è più e non è ancora.
In tutto questo c'è una pulsione vitale fortissima, ma c'è anche un aspetto drammatico. Quello di Mattotti è indiscutibilmente un Pinocchio noir: le sue illustrazioni colgono il nucleo oscuro della favola, il mistero, a volte il vero e proprio horror.
Come ben spiega Tiziano Scarpa nel suo ricco e brillante saggio introduttivo, il Pinocchio che leggiamo è frutto di due libri scritti da Collodi uno di seguito all'altro. Il primo è un libro di morte, è una storia nera, buia e disperata; il secondo è un libro moralistico-edificante. Con questo secondo Pinocchio Mattotti c'entra pochissimo, con il primo è in un rapporto di simbiosi quasi magica.

 

Carlo Collodi (vero cognome Lorenzini) nacque a Firenze nel 1826 e morì nella sua città nel 1890. Giornalista e scrittore per l'infanzia, pubblicò molti libri fra i quali i Racconti delle fate (1875), Il viaggio per l'Italia di Giannettino (1876), Minuzzolo (1878), Occhi e nasi (1881), Storie allegre (1887). Delle Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino uscì una prima serie di puntate sul «Giornale dei bambini» nel 1881, una seconda nel 1882 e un volume complessivo nel 1883. Nei tascabili Einaudi è in catalogo un'edizione con scritti di Stefano Bartezzaghi, Giovanni Jervis e Italo Calvino. Nei Millenni è stata pubblicata un'edizione illustrata da Lorenzo Mattotti con un'introduzione di Tiziano Scarpa e una nota alle illustrazioni di Emilio Varrà.

Lorenzo Mattotti (1954) è uno dei massimi artisti internazionali del fumetto e dell'illustrazione. Collabora da anni con «The New Yorker». Da Einaudi ha pubblicato Stigmate (con Claudio Piersanti), Jekyll & Hyde (con Jerry Kramsky), Il rumore della brina (con Jorge Zentner), Lettere da un tempo lontano, Fuochi e ha illustrato per la collana dei «Millenni» le Fiabe dei Balcani, Le avventure di Pinocchio e i Racconti analitici di Sigmund Freud.

 

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