Fondare le biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.

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Del Giudice, Atlante occidentale


collana: Letture Einaudi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 19/02/2019
pagine: XII - 248
prezzo: € 20,00
ISBN: 9788806240486
a cura di: Enzo Rammairone
traduzione di:
argomento: narrativa italiana
formato: brossura
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Daniele Del Giudice

Atlante occidentale


Appendice con l'inedito Taccuino di Ginevra a cura di Enzo Rammairone.

Un romanzo, uscito a metà degli anni Ottanta, che fece epoca misurandosi con le scoperte della fisica e anticipando alcune mutazioni radicali del nostro tempo. Viene riproposto in questa nuova edizione arricchito dal diario inedito che Del Giudice scrisse durante i giorni del sopralluogo al Cern di Ginevra prima di scrivere il romanzo. La prefazione è di un famoso fisico italiano che al Cern ha lavorato per molti anni e che, oltre ad amare il romanzo di Del Giudice, nelle pagine del diario ginevrino ha riconosciuto colleghi, situazioni e atmosfere a lui ben note.

Eccolo qua il romanzo dell’incontro fra i due esploratori: lo scrittore che scandaglia gli angoli piú intimi e nascosti dell’animo umano e lo scienziato che indaga i componenti piú minuti della materia. Due mondi apparentemente distanti che nascondono in realtà insospettabili analogie. A prima vista il mondo di Pietro Brahe è quanto di piú solido e materiale si possa immaginare: acceleratori e apparati grandi come case, magneti, rivelatori, cavi e circuiti elettronici. Ma basta scavare appena al di sotto di questa superficie per scoprire che le strutture piú nascoste e recondite della materia sono elusive, hanno forme cangianti, talvolta inafferrabili. Non cosí dissimili quindi dalle impalpabili mutevolezze che rendono imprevedibile il comportamento intimo dei protagonisti dei romanzi di Ira Epstein. Fino al punto che i due punti di vista quasi si rovesciano: «lui vedeva cose di cui non c’era immagine» pensava di sé Pietro Brahe, mentre lo scrittore argomentava: «Nel mio (lavoro), come le ho già spiegato, si vede parecchio. Si vede cosí tanto che resta ben poco da immaginare». Il regno della concretezza e della realtà materiale che si rovescia, come in uno specchio, in quello dell’immaginazione e della finzione letteraria. dalla prefazione di Guido Tonelli


Daniele Del Giudice è nato a Roma nel 1949. Ha lavorato alla redazione di «Paese sera». Da molti anni vive a Venezia. Ha pubblicato Lo stadio di Wimbledon (romanzo, 1983), Atlante occidentale (romanzo, 1985), Nel museo di Reims (racconto, 1988), Staccando l'ombra da terra (libro composto di varie narrazioni ma fortemente organico, 1994), Mania (raccolta di racconti, 1997), I-Tigi. Canto per Ustica (testo di uno spettacolo scritto con Marco Paolini, 2001 e 2009), Orizzonte mobile (altro libro composito ma unitario, 2009). Piú recentemente sono stati raccolti suoi scritti nei due volumi In questa luce (saggi e scritti autobiografici, 2013) e I racconti (2016). Tra i suoi saggi letterari, ricordiamo l'introduzione alle Opere complete di Primo Levi (1997 e 2016). Nel 2002 gli è stato assegnato il premio Feltrinelli - Accademia dei Lincei per il complesso della sua opera narrativa. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati da Einaudi.

 

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