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Luzzatto, Max Fox


collana: Frontiere
editore: Einaudi
data pubblicazione: 19/01/2019
pagine: 320
prezzo: € 20,00
ISBN: 9788806199944
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argomento:
formato: rilegato
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Sergio Luzzatto

Max Fox

 

Nella primavera del 2012, Massimo De Caro viene arrestato per avere svaligiato l'antica biblioteca dei Girolamini di Napoli, di cui si è fatto nominare direttore. È l'epilogo di una parabola esistenziale che nel giro di quindici anni ha trasformato «Max Fox», bravo ragazzo di provincia, studente svogliato e bibliofilo dilettante, non soltanto in un predatore seriale di libri antichi, ma anche in un falsario prodigioso, e in un faccendiere spregiudicato. Forse, però, la rocambolesca vicenda di De Caro non parla soltanto di lui. Parla di un mondo che è il nostro: il mondo post-verità e post-onestà. Ed è sotto la spinta di questo dubbio civile che Sergio Luzzatto accetta il rischio di una «relazione pericolosa». Incontra il detenuto De Caro, ne studia i moventi, ne ricostruisce le reti. Coniugando lo sguardo analitico dello storico alla passione affabulatoria del narratore, trasforma la vicenda di un uomo nel romanzo di un'epoca.

Chi è Max Fox? Chi è il trentenne ex allievo carabiniere, provinciale ambizioso nell’Italia berlusconiana, che strizza l’occhio all’idolo cinematografico della sua adolescenza – al Bud Fox arrampicatore di borsa in Wall Street – quando deve scegliere un contatto Skype per presentarsi nel mondo del terzo millennio? E perché questo figlio unico di due ligi funzionari comunisti somiglia piuttosto a un (dubbio) eroe ottocentesco, al Julien Sorel di Stendhal? Perché il suo sogno di «arrivare» lo rende disponibile a qualunque compromesso, con la destra o con la sinistra, con i chierici o con i laici, con la verità o con la menzogna, con gli onesti o con i disonesti? È quanto si domanda Sergio Luzzatto, lo storico che proprio su Skype accetta di intrecciare con Max Fox – con l’eroe ormai caduto – una sorprendente liaison dangereuse. Pericolosa, cosí come pericolose si sono rivelate, nel tempo, un po’ tutte le relazioni di Massimo De Caro. Il pigro studente universitario che diventa, da giovanissimo, il portaborse di un senatore dell’Ulivo. Lo spavaldo mercante di libri che approfitta di una connection argentina per mettere le mani, in Vaticano, su inestimabili tesori della Biblioteca Apostolica. L’astuto falsario che si fa beffe degli accademici del mondo intero fabbricando dal nulla, con lo scanner, un’opera di Galileo meravigliosamente unica nel suo genere. Il manager non laureato che fa carriera, nel settore delle energie rinnovabili, per conto di un elusivo oligarca russo. Il predatore di libri antichi che svaligia pubbliche biblioteche, ai quattro angoli del Belpaese, da consigliere particolare del ministro dei Beni culturali. Ma ad attirare Luzzatto verso la relazione pericolosa non sono unicamente le varie, sconcertanti incarnazioni di un fenomenale Zelig del nostro tempo. Ad attirarlo è anche l’ombra dispettosa che qualunque storia del presente finisce per gettare sulla storia del passato, è la vertigine che lo storico prova quando si misura con il lato oscuro del suo mestiere.

 

Sergio Luzzatto insegna Storia moderna all'Università di Torino. Studioso della Rivoluzione francese e del Novecento italiano, da Einaudi ha pubblicato L'autunno della Rivoluzione (1994), Il corpo del duce (1998 e 2011), Il Terrore ricordato (2000), La crisi dell'antifascismo (2004), Padre Pio (2007 e 2009), Bonbon Robespierre (2009), Il crocifisso di Stato (2011), La mummia della repubblica (2011), Una febbre dal mondo (2016), I bambini di Moshe (2018) e Max Fox (2019). Ha curato inoltre, con Victoria de Grazia, i due volumi del Dizionario del fascismo (2002-2003) e, con Gabriele Pedullà, i tre volumi dell'Atlante della letteratura italiana.

Recensioni   

intervista di Paola Zanuttini su venerdì - la Repubblica. (leggi)
recensione di Gianluigi Simonetti su Il Sole 24 Ore. (leggi)
recensione di Marco Ciriello su Il Mattino. (leggi

recensione di Carlo Vulpio su la Lettura - Corriere della Sera. (leggi)

 

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