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De Rita - Galdo, Prigionieri del presente


collana: Passaggi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 08/05/2018
pagine:  112
prezzo: € 14,50
ISBN: 9788806236557
a cura di:
traduzione di:
argomento:
formato: brossura
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Giuseppe De Rita

Antonio Galdo

Prigionieri del presente

Come uscire dalla trappola della modernità

 

P come Presente. Quell'eterno presente che oggi ci schiaccia e ci rende prigionieri. Come singole persone, come comunità e come società.

Una società prigioniera del presente non progetta futuro e non ha memoria del passato. Cova rancori e paure, riuscendo solo ad adattarsi: al desiderio sostituisce le pulsioni, al progetto l'annuncio, alle passioni le emozioni. Diventa una società rattrappita. La schiavitú del presente ha portato perfino a un mutamento antropologico dell'uomo occidentale: nella vita privata, nella sfera dei sentimenti, delle relazioni, dei rapporti umani e nella dimensione pubblica, dalla politica all'economia, dalle istituzioni alle imprese. Il presentismo ratifica il primato della tecnologia che domina e ci domina, della finanza senza redistribuzione della ricchezza. Assembla il virtuale in un'eterna connessione e rende opaco il reale, fino a farlo sfumare. Lascia senza risposte le due grandi domande del mondo globalizzato: la sicurezza e la possibilità di crescere nel benessere. Ma da questa prigione si può uscire, se partiamo dalla consapevolezza di quanto siamo ormai scollegati dal passato e dal futuro. E come diceva Camus «il senso della vita è resistere all'aria del tempo».

 

Giuseppe De Rita è da quarant'anni animatore del Censis e attento osservatore delle trasformazioni economiche, sociali e istituzionali del nostro paese. Ha anche avuto una esperienza istituzionale presiedendo per dieci anni il Cnel, tornando poi con rinnovata soddisfazione al lavoro privato nell'economia e nel sociale.
Ha pubblicato in collaborazione con M. Deaglio Il punto sull'Italia (Mondadori 1983), con G. Acquaviva La chiesa galassia: l'ultimo concordato (Rusconi 1983), con A. Bonomi Il manifesto dello sviluppo locale (Bollati Boringhieri 1998). Ricordiamo inoltre Venezia città speciale (Marsilio 1993) e Intervista sulla borghesia in Italia, a cura di A. Galdo (Laterza 1996). Con Massimo Cacciari e Aldo Bonomi ha scritto Che fine ha fatto la borghesia? (Einaudi, 2004) e, con Antonio Galdo, ha scritto Prigionieri del presente (Einaudi, 2018).


Antonio Galdo, giornalista e scrittore, ha pubblicato per Einaudi Fabbriche (2007), il romanzo della fabbrica italiana. Per molti anni si è occupato nei suoi libri degli sprechi, denunciando fatti e misfatti della vita pubblica, da Ospedale Italia a Guai a chi li tocca fino a Saranno potenti? In Non sprecare (Einaudi, 2008) ci racconta lo spreco peggiore: quello che ognuno di noi coltiva nell'indifferenza e nell'egoismo. E ci porta a scoprire uomini e donne straordinari: quelli che non sprecano.
Nel 2011 ritorna con Basta poco raccontando le grandi idee che potrebbero salvare il pianeta, ma anche i comportamenti quotidiani che migliorano il mondo intorno a noi. Nel 2012 pubblica L'egoismo è finito. La nuova civiltà dello stare insieme (Passaggi Einaudi).
I suoi siti sono www.nonsprecare.it e www.antoniogaldo.it

 

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