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Conti, Gli uomini di Mussolini


collana: Einaudi Storia
editore: Einaudi
data pubblicazione: 21/02/2017
pagine: 280
prezzo: € 30,00
ISBN: 9788806215408
a cura di:
traduzione di: 
argomento: storia
formato: rilegato
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Davide Conti

Gli uomini di Mussolini

Prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica italiana

 

La storia dell'impunità e della reintegrazione nella vita pubblica dell'Italia repubblicana di molti tra i piú noti accusati di crimini di guerra.

Alla fine della Seconda guerra mondiale molti tra i piú alti vertici militari delle Forze armate italiane avrebbero dovuto rispondere di crimini di guerra. Nessuno venne mai processato in Italia e all'estero. A salvarli furono gli equilibri della Guerra fredda e il decisivo appoggio degli alleati occidentali grazie a cui l'Italia eluse ogni forma di sanzione per i suoi militari. Diversi di loro furono reintegrati negli apparati dello Stato come questori, prefetti, responsabili dei servizi segreti e ministri della Repubblica e coinvolti nei principali eventi del dopoguerra: il referendum del 2 giugno; la strage di Portella della Ginestra; la riorganizzazione degli apparati di forza anticomunisti e la nascita dei gruppi coinvolti nel «golpe Borghese» e nel «golpe Sogno» del 1970 e 1974. Il loro reinserimento diede corpo a quella «continuità dello Stato» che rappresentò una pesante ipoteca sulla storia repubblicana. Attraverso documenti inediti, Conti ricostruisce vicende personali, profili militari, provvedimenti di grazia e nuove carriere nell'Italia democratica di alcuni dei principali funzionari del regime di Mussolini.

Nel corso degli ultimi anni la storiografia si è occupata approfonditamente dei crimini di guerra italiani all'estero durante il secondo conflitto mondiale e delle ragioni storiche e politiche che resero possibile una sostanziale impunità per i responsabili. Meno indagati sono stati i destini, le carriere e le funzioni svolte dai «presunti» (in quanto mai processati e perciò giuridicamente non ascrivibili nella categoria dei «colpevoli») criminali di guerra nella Repubblica democratica e antifascista. Le biografie pubbliche dei militari italiani qui rappresentate sono connesse da una comune provenienza: tutti operarono, con funzioni di alto profilo, in seno all'esercito o agli apparati di forza del fascismo nel quadro della disposizione della politica imperiale del regime, prima e durante la Seconda guerra mondiale. La gran parte di loro venne accusata, al termine del conflitto, da Jugoslavia, Grecia, Albania, Francia e dagli angloamericani, di crimini di guerra. Nessuno venne mai processato in Italia o epurato, nessuno fu mai estradato all'estero o giudicato da tribunali internazionali, tutti furono reinseriti negli apparati dello Stato postfascista con ruoli di primo piano. Le loro biografie dunque rappresentano esempi significativi del complessivo processo di continuità dello Stato caratterizzato dalla reimmissione nei gangli istituzionali di un personale politico e militare non solo organico al Ventennio ma il cui nome, nella maggior parte dei casi, figurava nelle liste dei criminali di guerra delle Nazioni Unite.

 

Davide Conti, storico, è consulente dell'Archivio Storico del Senato della Repubblica. Ha collaborato con la Procura della Repubblica di Brescia per la strage di Piazza della Loggia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» 1940-1943 (Odradek 2008), Criminali di guerra italiani. Accuse, processi e impunità nel secondo dopoguerra (Odradek 2011), L'anima nera della Repubblica. Storia del Msi (Laterza 2013), La Resistenza di Mario Fiorentini e Lucia Ottobrini dai Gap alle Missioni Alleate (Senato della Repubblica 2016) e Guerriglia partigiana a Roma (Odradek 2016). Per Einaudi ha pubblicato Gli uomini di Mussolini (2017).

 

Recensioni

  recensione di Mirella Serri su Sette Corriere della Sera


dello stesso autore nel catalogo Einaudi 

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