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Wells, La macchina del tempo

collana: Letture Einaudi
editore: Einaudi
data pubblicazione: 21/02/2017
pagine:  134
prezzo: € 17,00
ISBN: 9788806232689
a cura di:  Michele Mari
traduzione di: Michele Mari
argomento: narrativa straniera
formato: brossura
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Herbert George Wells

La macchina del tempo


Il capolavoro della letteratura fantastica nella nuova scintillante traduzione di Michele Mari

Un inventore mette a punto una macchina del tempo con la quale riesce a raggiungere l'anno 802 701. Vi trova un mondo diviso in due razze umane: gli Eloj, creature delicate e pacifiche che conducono una vita di svaghi, e i Morlock, esseri pallidi e ripugnanti che vivono nei sotterranei. Dopo angoscianti avventure, riuscirà ad andare ancora più lontano nel tempo, vedrà una Terra senza più tracce di uomini, abitata soltanto da crostacei con «occhi maligni» e «bocche bramose di cibo». Fantascienza, critica sociale, romanzo distopico: il capolavoro di Wells è soprattutto l'opera di un grande visionario. Michele Mari, nel ritradurlo, ha trovato pane per i suoi denti: il fantastico, l'avventura, l'horror vampiresco, lo sguardo cosmico sugli affanni del mondo. L'incontro tra lo scrittore-traduttore e uno dei suoi romanzi preferiti era destinato a produrre scintille...

«Era orribile sentire nel buio tutte quelle creature viscide ammucchiate su di me, come essere in una mostruosa ragnatela»

La Macchina del Tempo è del 1895, l'edizione definitiva dell'Uomo delinquente di Lombroso è del 1897: a Darwin, rapidamente divulgato, era già subentrato il darwinismo, tanto che Wells, che pure aveva fatto un discreto tirocinio prima come studente e poi come docente di biologia, arriva a concepire la regressione per una via tutta formale: se dalla scimmia è derivato l'uomo, si chiede, perché non immaginare un'ulteriore evoluzione non in avanti ma all'indietr0? Perché escludere «l'idea opposta», cioè una «regressione zoologica»? Per questa via Wells giunse a ipotizzare la totale estinzione del genere umano, come inscenato appunto nella parte finale (la cosiddetta «visione ulteriore») della Macchina del Tempo. Dipendendo dal raffreddamento del Sole, la visione finale – un mondo senza esseri umani né mammiferi – ha comunque una sua pace; la cupezza della profezia wellsiana è invece tutta nel complementare destino dei ricchi e dei poveri rispettivamente come vegetali e come bruti, secondo la logica di un dissidio tutto interno all'evoluzionismo: da una parte Huxley e Wells, dall'altra un evoluzionista della prim'ora come Herbert Spencer, convinto che l'uomo avrebbe indefinitamente migliorato se stesso. dalla prefazione di Michele Mari

 

Herbert George Wells nasce nel 1866 a Bromley, nel Kent, in una famiglia della piccola borghesia. Da giovane alterna gli studi al lavoro come apprendista in un'impresa di tessuti e commesso in farmacia. Grazie a una borsa di studio, nel 1884 entra nella prestigiosa South Kensington School (che poi diventerà Royal College of Science) e ha per insegnante di biologia Thomas Henry Huxley. Nel 1990 si laurea a pieni voti in zoologia e biologia e intraprende l'attività di insegnante. Nel 1891 sposa una cugina, ma se ne separa nel 1894 per risposarsi con una sua allieva, che negli anni seguenti gli darà due figli (e altri due figli arriveranno dalle numerose relazioni extraconiugali). Nel 1893 comincia a pubblicare articoli e racconti sulla «Pall Mall Gazette». In breve tempo è conteso da altri giornali e riviste. Nel 1895 viene pubblicato in volume La Macchina del Tempo, precedentemente uscito a puntate proprio sulla «Pall Mall Gazette». A questo punto inizia la sua carriera di scrittore di successo. Nel 1896 esce L'isola del dottor Moreau, nel 1897 L'uomo invisibile e La guerra dei mondi. Nei cinquant'anni successivi pubblicherà circa settanta libri, guadagnando con i diritti d'autore fino a 60 000 sterline l'anno. Muore a Londra nel 1946. Einaudi ha pubblicato La macchina del tempo (2017).

 

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